Alcamo. Furto al distributore: cade l’accusa principale, sei mesi per la lite con i CC

Assolti dall’accusa di furto aggravato per difetto di querela, ma condannati a sei mesi di reclusione (pena sospesa) per resistenza a pubblico ufficiale. Questa la decisione emessa ieri pomeriggio dal Tribunale monocratico di Trapani, presieduto dal giudice Cristina Carrara, nei confronti dei fratelli Gabriele e Daniele Parrino.
I fatti
La vicenda risale al novembre dello scorso anno. I due, già noti alle forze dell’ordine e difesi dall’avvocato Antonino Vallone, furono sorpresi dai carabinieri mentre tentavano di forzare la cassa di un distributore automatico di bevande. L’episodio si inseriva in un contesto di controlli intensificati: in quel periodo, infatti, i furti ai danni dei distributori erano diventati una piaga quotidiana nel centro storico, tanto da spingere a richieste formali al Comune per il blocco del rilascio di nuove licenze.
La strategia difensiva
Determinante per l’esito del processo è stata l’eccezione sollevata dal legale della difesa. L’avvocato Vallone ha evidenziato la mancanza della condizione di procedibilità per difetto di querela, elemento indispensabile per perseguire penalmente il reato di furto, anche se aggravato. Accogliendo tale tesi, il tribunale ha dichiarato il “non doversi procedere” per il tentativo di furto pluriaggravato.
La condanna
Nonostante l’assoluzione per il furto, i fratelli Parrino non hanno evitato la condanna per la condotta tenuta durante il fermo. Il giudice ha infatti ritenuto i due imputati responsabili di resistenza a pubblico ufficiale: secondo la ricostruzione, i giovani avrebbero spintonato i carabinieri nel tentativo di sottrarsi al controllo dopo essere stati colti sul fatto.