Alcamo. Ex poliziotto accusato di usura: il 26 marzo la decisione del GIP sul rinvio a giudizio

È stata fissata per il prossimo 26 marzo, davanti al GIP del Tribunale di Trapani, l’udienza preliminare per il possibile rinvio a giudizio di Antonio Federico, 63 anni, ex ispettore di polizia di Alcamo ora in pensione.
L’uomo è indagato per il reato di usura, mentre il Pubblico Ministero ha disposto l’archiviazione per l’accusa di tentata estorsione, non avendo riscontrato elementi di prova sufficienti a sostenerla.
Il quadro delle indagini
L’operazione, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Alcamo su delega della Procura, era scattata nel maggio dello scorso anno dopo quasi dodici mesi di accertamenti. All’epoca, per Federico era stato disposto il divieto di dimora ad Alcamo (il quale si era stabilito a Calatafimi Segesta), provvedimento poi annullato circa quindici giorni dopo dal Tribunale del Riesame in seguito al ricorso presentato dal suo legale, l’avvocato Vito Galbo.
Qualora venisse disposto il rinvio a giudizio, la difesa potrà valutare se affrontare il processo con rito ordinario o richiedere il rito abbreviato.
I fatti contestati
Le indagini hanno preso il via nel maggio 2024, dopo l’esposto presentato da un noto commerciante d’auto. Secondo la ricostruzione degli inquirenti:
- Il prestito: Federico avrebbe iniziato a prestare somme di denaro al commerciante a partire dal 2013, per un totale di circa 150.000 euro.
- Gli interessi: In cambio, l’ex poliziotto avrebbe preteso e ottenuto assegni per un valore complessivo di circa 225.000 euro.
- La garanzia: A tutela del debito, sarebbe stata sollecitata l’iscrizione di un’ipoteca volontaria su un appartamento della vittima, immobile attualmente sotto sequestro.
La costituzione di parte civile
Il commerciante è assistito dall’Associazione Antiracket e Antiusura di Alcamo attraverso l’avvocato Davide Bambina. L’associazione ha già manifestato la volontà di costituirsi parte civile nel caso in cui il GIP decidesse per l’apertura del processo.