Alcamo, dalle aule alla piazza, mobilitazione contro il carovita e le spese militari

Non si tratta di un evento isolato, ma del punto di incontro tra le rivendicazioni nazionali dello sciopero generale promosso dal sindacalismo di base e le profonde sofferenze sociali dell'agro ericino e del Golfo di Castellammare. Domani venerdì 30 ottobre Alcamo diventa il cuore battente della protesta territoriale con un corteo cittadino promosso dalla rete studentesca e sociale Muschio Ribelle, realtà già nota per le vertenze ecologiste locali come le denunce sull'inquinamento del torrente Canalotto e quelle contro la privatizzazione della Funtanazza.
L'appuntamento è fissato per le ore 8:30 nel quartiere Maria Ausiliatrice, snodo ad altissima densità scolastica, da dove muoverà una manifestazione partecipata dagli studenti degli istituti superiori cittadini, dal Liceo Vito Fazio Allmayer ai poli tecnici e professionali, insieme a lavoratori e famiglie. In un territorio come quello alcamese, punto di riferimento per centinaia di pendolari provenienti da Castellammare del Golfo, Calatafimi, Balestrate e Partinico, il caro-carburanti e i continui rincari degli abbonamenti dei trasporti extraurbani sono diventati un peso insostenibile per i bilanci familiari. Sotto la lente dei manifestanti finisce la drastica forbice tra l'allocazione delle risorse pubbliche destinate al riarmo e le carenze strutturali locali, con scuole che necessitano di urgenti interventi di manutenzione ed edilizia e una sanità territoriale impoverita.
La protesta -come chiarito sui social dagli organizzatori- riafferma la centralità della Sicilia come terra di pace, rifiutando la logica della militarizzazione dell'isola e chiedendo al Governo il blocco dei rincari energetici, l'azzeramento dell'IVA sui beni di prima necessità e il finanziamento prioritario del diritto allo studio e dei servizi essenziali per la comunità.