Alcamo, chiude dopo 81 anni il Circolo di cultura

Per decenni hanno rappresentato ad Alcamo il principale punto di aggregazione tra le varie categorie sociali: parliamo dei circoli, oggi ormai in fase di estinzione per mancanza di un ricambio generazionale. Da ieri ha abbassato la saracinesca quello che ha rappresentato, sino alla fine degli anni ’80, una vera e propria istituzione: il Circolo di cultura. La sua ultima sede, in viale Italia, ha continuato a fregiarsi di tale titolo pur essendo ormai frequentata da pochi soci, una decina in tutto, come punto di incontro per una partita a carte o a biliardo, oltre a essere utilizzata in affitto da esterni per tornei di burraco o da tifosi per assiste alle partite della Juventus.
La chiusura di quello che veniva ancora chiamato Circolo di cultura testimonia il profondo cambiamento delle abitudini sociali. Fondato nell’aprile del 1945, originariamente vi si potevano iscrivere solo diplomati e laureati, anche se in seguito era stata introdotta la formula degli "associati" per aprire le porte anche ai non diplomati. Trasferitosi trent'anni fa dalla storica sede di piazza Bagolino in un immobile di 400 metri quadrati in viale Italia, il circolo ha vissuto stagioni d'oro ricche di iniziative culturali, sportive e sociali. Celebri i veglioni di San Silvestro e di Carnevale in piazza Bagolino, frequentati dall’Alcamo “bene” e da illustri presenze anche da fuori città: tra gli habitué vi era l'ingegnere palermitano Mimì La Cavera, l'industriale del "milazzismo", che vi si recava con la moglie, l’attrice Eleonora Rossi Drago.
La struttura ha ospitato anche i campionati italiani di biliardo a tre sponde, vinti dal pluricampione Marco Zanetti. Storico pure il dibattito trasmesso dalla Rai e registrato nel gennaio 1967 intitolato Giovani, nel corso del quale si parlò apertamente del caso di Franca Viola, così come la conferenza con il giudice Carlo Palermo sull’attentato di Pizzolungo, senza dimenticare le interminabili discussioni sui campionati di calcio.
Ad Alcamo oggi sopravvive la Società Cattolica: conta 96 iscritti, ha festeggiato 154 anni di storia e non ha chiuso i battenti grazie alla lungimiranza di amministratori come Leonardo Guarrasi, Ciccio Bastone e Fifì Maniscalchi, che quarant'anni fa acquistarono la sede nella centralissima piazza della Repubblica. Resta aperto anche il circolo intitolato a Sant’Antonio, che conta una trentina di soci.
Sino alla fine degli anni ’80 i circoli ad Alcamo erano numerosissimi. La ricca borghesia nobiliare si è riunita dal 1845 sino alla chiusura nel 2002 al Circolo Centro; i cattolici al circolo Don Bosco (attivo dal 1901 al 2005); il Circolo Caccia & Pesca, inaugurato nel 1924, ha chiuso dieci anni fa; ha cessato le attività anche il circolo Maria Santissima dei Miracoli, aperto nel 1892 e poi venduto a privati che lo stanno ristrutturando per adibirlo a civile abitazione. Oggi i giovani ai circoli preferiscono i locali dove trascorrere le serate.