Alcamo, boom di attività commerciali, anno zero invece per le aree artigianali

Due padiglioni per attività commerciali di mille metri quadrati sono quasi ultimati in contrada San Gaetano ad Alcamo, zona in cui negli ultimi anni sono sorti diversi supermercati. L’area rappresenta ormai la capitale della Sicilia occidentale degli autosaloni per la vendita di auto nuove, a chilometri zero e usate, con oltre mille vetture esposte in grandi piazzali all’aperto. Per acquistare un’auto, data l'ampia varietà di marchi, arrivano clienti da diversi Comuni del Trapanese e del Palermitano. Le due nuove strutture commerciali ospiteranno un negozio di abbigliamento e un punto vendita di profumi e articoli da regalo.
Ad Alcamo si registra anche un boom di supermercati dislocati in vari punti della città: se ne contano ormai una ventina. Un centro commerciale è in fase di costruzione in via Madonna del Riposo su un’area di 2.700 metri quadrati: sorge nell’ex cantina Saraceno e per la sua realizzazione è stato abbattuto anche un ex istituto religioso che ospitava delle suore. Tornando in contrada San Gaetano, una società della Lombardia ha manifestato la disponibilità a realizzare un outlet village, un centro commerciale in cui è possibile acquistare merce di marca a prezzi scontati.
In tutto questo fermento, tuttavia, si registra la grande fuga degli artigiani alcamesi, diretti soprattutto verso Calatafimi Segesta per insediarvi i propri padiglioni, dato che in contrada Sasi non c’è più disponibilità di spazi. L'emergenza è stata sottolineata in particolare dalla Cna, oltre che da operatori economici e tecnici. Il geometra Alessandro Calvaruso, anche a nome di alcuni colleghi, ha avuto un incontro su questo tema con l’assessore Mario Viviano e con il dirigente del settore pianificazione.
Il Comune di Alcamo è stato infatti escluso dalla Regione dal finanziamento di un milione e mezzo di euro destinato a realizzare le opere di urbanizzazione a Sasi, essenziali per costruire nuovi padiglioni. Contro questa esclusione, ritenuta dall’amministrazione “ingiustificata”, è stato presentato ricorso. Per quanto riguarda le Zes (Zone Economiche Speciali) per il Mezzogiorno, “la maggior parte non è più utilizzabile”, spiega Calvaruso. Nel 2011 era stata individuata e poi trascritta con delibera l’area industriale di contrada Triolo, ma non si è fatto nulla. Nessuno spazio a Sasi, difficoltà per contrada Fegotto: è dunque impossibile prevedere quanti anni trascorreranno prima che artigiani e industriali possano tornare ad Alcamo.
Nell’area artigianale di Sasi, dove si sono insediate attività che occupano quasi 300 persone, vengono inoltre contestate le previsioni del Prg (adottato lo scorso 29 dicembre) per la diminuzione dell’indice di edificabilità, una scelta fortemente avversata dalla Cna. Dalla riunione non sono emerse prospettive di disponibilità di aree in tempi brevi: la grande fuga è destinata a durare a tempo indeterminato e, sul fronte delle aree artigianali e industriali ad Alcamo, si è ancora all’anno zero.