Alcamo, 22 esercenti scrivono al sindaco: «Subito un piano per salvare il centro storico»

Ventidue titolari di varie attività commerciali, iscritti all’Associazione esercenti “Ciullo d’Alcamo” e presieduta da Giuseppe D’Angelo, hanno firmato una lettera inviata all’amministrazione comunale con la quale chiedono un incontro per sottoporre una serie di richieste allo scopo di rilanciare il centro storico. Ieri i commercianti hanno incontrato i componenti della Terza commissione consiliare, aprendo un confronto che proseguirà giovedì della settimana entrante.
Si è trattato di un incontro propedeutico a quello con il sindaco e il presidente del consiglio comunale. “La nostra finalità non è quella di assumere una posizione contrapposta all’amministrazione, bensì di offrire un interlocutore organizzato e rappresentativo, capace di raccogliere le esigenze degli operatori economici e trasformarle in proposte concrete, ordinate e compatibili con l’interesse generale della città”, si legge nella lettera.
Le richieste presentate riguardano nello specifico:
- La regolamentazione dei dehors e dell’occupazione del suolo pubblico;
- La disciplina della ZTL e della viabilità nel centro storico;
- La gestione del carico e scarico merci;
- I parcheggi e l’accessibilità alle attività commerciali;
- Il decoro urbano e l’arredo del centro storico;
- Eventi, manifestazioni e iniziative di valorizzazione del territorio;
- Sicurezza, vivibilità e rapporto tra attività economiche e residenti;
- Raccolta dei rifiuti, pulizia e manutenzione delle aree pubbliche;
- La promozione del centro storico come luogo di commercio, cultura, turismo e socialità, e tutto ciò che possa essere ritenuto utile e inerente allo sviluppo del territorio.
“Riteniamo che il centro storico di Alcamo rappresenti un patrimonio comune, non soltanto dal punto di vista culturale, ma anche economico, turistico e sociale. Per questo motivo chiediamo che ogni scelta amministrativa che incida sulle attività economiche, sulla fruizione degli spazi pubblici e sulla mobilità urbana possa trarre beneficio da un confronto preventivo con chi opera quotidianamente sul territorio”.
Attualmente sono numerosi i locali aperti – e quelli che si stanno aprendo – nel “corso stretto”, l’isola pedonale che va da Porta Palermo a piazza Ciullo. Il centro storico, tuttavia, è anche sede di una “movida selvaggia” in cui non accenna a decollare il Piano integrato di intervento per il contrasto ai fenomeni di mala movida. La delibera è oggetto di polemiche tra il Comune e la Cgil Funzione Pubblica a causa dei controlli notturni che dovrebbero essere svolti dalla polizia municipale; il corpo ha però fatto sapere al primo cittadino che, a causa della carenza di personale, non può fare fronte ai servizi notturni, che restano così assicurati solo il sabato e la domenica fino a mezzanotte.