Al via a Marsala al dibattimento del processo all’ex legale ritenuto vicino al boss Messina Denaro

Si apre ufficialmente a Marsala il processo nei confronti di Antonio Messina, l’ex avvocato di Campobello di Mazara accusato di associazione mafiosa nell’ambito delle indagini sui presunti fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro. Il Tribunale ha infatti stabilito che l’imputato è nelle condizioni di affrontare il giudizio, respingendo di fatto l’ipotesi di una sospensione del procedimento legata al suo stato di salute. La decisione arriva dopo l’esame delle relazioni dei consulenti incaricati dal collegio giudicante di verificare le capacità cognitive dell’80enne. Pur riconoscendo la gravità della patologia da cui è affetto, gli specialisti hanno concluso che l’imputato conserva la piena capacità di comprendere il significato e lo svolgimento del processo. Il pronunciamento consente ora all’accusa di entrare nel merito delle contestazioni. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, Messina avrebbe avuto un ruolo rilevante negli assetti economici riconducibili alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, assicurando nel tempo supporto logistico e finanziario al sistema che avrebbe protetto la latitanza del capomafia castelvetranese.
Dopo la richiesta di ammissione delle prove formulate dalla Procura, il collegio ha fissato una nuova udienza per l’8 luglio, quando verranno avviate le procedure per la trascrizione delle intercettazioni considerate centrali nell’impianto accusatorio. La figura di Antonio Messina è da tempo nota alle cronache giudiziarie del territorio. Le precedenti condanne per traffico di stupefacenti e per concorso esterno in associazione mafiosa avevano già segnato il suo percorso professionale, culminato con la radiazione dall’Ordine degli avvocati. Nel procedimento si sono costituiti parte civile i Comuni di Campobello di Mazara e Castelvetrano insieme alle associazioni impegnate sul fronte della legalità e del contrasto alle organizzazioni mafiose. Un segnale che conferma la rilevanza di un processo destinato ad approfondire uno dei capitoli più delicati dell’inchiesta sul sistema di protezione che avrebbe consentito a Matteo Messina Denaro di sottrarsi alla cattura per decenni.