Al Salone di Torino la proposta di legge di Bica promuovere la lettura

di Redazione Alpa Uno ·

Al Salone di Torino la proposta di legge di Bica promuovere la lettura

In una regione dove gli indici di lettura restano tra i più bassi d’Italia e molte biblioteche dei piccoli comuni resistono più per ostinazione che per investimenti pubblici, la politica siciliana prova a rimettere i libri al centro del dibattito culturale. Dal Salone Internazionale del Libro di Torino, uno degli appuntamenti editoriali più importanti del Paese, il deputato regionale Giuseppe Bica di Fratelli d’Italia ha presentato il disegno di legge sulla promozione della lettura in Sicilia, una proposta che punta a trasformare la cultura da iniziativa sporadica a politica strutturale. L’idea di fondo è chiara: considerare la lettura non come un lusso o un’attività marginale, ma come una vera “infrastruttura immateriale” capace di incidere sul benessere sociale, sulla formazione dei cittadini e persino sulla qualità della vita nei territori.

Il provvedimento depositato all’Ars si sviluppa lungo due direttrici principali. La prima riguarda la promozione della lettura come strumento educativo e sociale, con particolare attenzione alla prima infanzia. La seconda direttrice riguarda invece il rilancio delle biblioteche, soprattutto quelle dei piccoli comuni e delle aree interne, spesso lasciate ai margini e prive di risorse adeguate. Il cuore operativo della proposta è rappresentato da un piano triennale di interventi che dovrebbe essere approvato insieme alla legge di stabilità regionale, con l’obiettivo di garantire continuità economica e programmazione certa. Previsti anche fondi dedicati ai comuni riconosciuti come “Città che legge”, il rafforzamento dei Patti per la Lettura, il sostegno ai festival letterari e alle manifestazioni culturali legate al libro, considerati anche strumenti di attrattività turistica e sviluppo territoriale. Non manca poi il coinvolgimento di scuole, associazioni, reti bibliotecarie e terzo settore, chiamati a diventare parte attiva di un sistema culturale diffuso. Il testo apre infatti alla possibilità di stipulare patti di collaborazione con enti di volontariato civico e realtà associative, nel tentativo di creare una rete stabile attorno alla promozione della lettura.