Addio al Comandante Alfa, Antonio Marzullo, carabiniere di Castelvetrano che fondò il GIS

Pur scegliendo di restare sempre nell’ombra, fedele alla cultura del reparto che aveva contribuito a creare, il suo volto coperto dal passamontagna è diventato uno dei simboli più riconoscibili delle forze speciali italiane. Si è spento a 75 anni Antonio Marzullo, il Comandante Alfa, tra i fondatori del GIS dei Carabinieri, uno dei militari più decorati d’Italia. Nato a Castelvetrano, in provincia di Trapani, aveva mantenuto per tutta la vita un rigoroso riserbo sulla propria identità, tanto da presentare i libri pubblicati dopo il congedo, avvenuto nel 2016, indossando sempre un passamontagna, diventato il simbolo della sua figura pubblica.
Il Comandante Alfa fu tra gli uomini che nel 1978 diedero vita al GIS, il reparto d’élite dei Carabinieri creato negli anni del terrorismo per affrontare le situazioni più critiche: sequestri di persona, liberazioni di ostaggi e operazioni ad altissimo rischio. L’intuizione della nascita del reparto maturò nel pieno degli anni di piombo, quando lo Stato comprese la necessità di dotarsi di una forza speciale capace di intervenire in scenari che le normali forze di polizia non erano in grado di gestire. Tra le operazioni che contribuirono a costruire la leggenda del GIS c’è quella del carcere di Trani nel 1980, il primo intervento reso pubblico del reparto. I militari si calarono dagli elicotteri per porre fine a una violenta rivolta durante la quale erano stati presi in ostaggio 19 agenti della Polizia penitenziaria. Da quel momento il nome delle “teste di cuoio” dei Carabinieri entrò nell’immaginario collettivo italiano.
Nel corso della sua carriera il Comandante Alfa partecipò alla liberazione di vittime di celebri sequestri di persona, a delicate operazioni contro la criminalità organizzata e a missioni militari internazionali. Negli ultimi anni il GIS è stato protagonista di alcune delle operazioni più delicate del Paese, dall’arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro alla protezione dell’ambasciata italiana a Kiev durante la guerra in Ucraina, fino al supporto nelle indagini internazionali sui crimini di guerra.