Acqua, distribuzione e costi: Alcamo vincolata a Siciliacque fino al 2044 con prezzi record

Turni ballerini ormai da tempo per la distribuzione dell’acqua nei vari quartieri della città ai quali purtroppo gli alcamesi sono da anni abituati. Da stamane si torna ad ogni quattro giorni poiché Sicliacque ha completato le riparazioni delle condutture nei tratti che da Inici arrivano ad Alcamo. Dall’inizio dell’anno sino ad oggi Siciliacque ha quasi superato il numero di riparazioni effettuate durante il 2025. Ieri l’assessore al servizio idrico Vittorio Ferro ha svolto l’ennesimo incontro con Siciliacque sui quasi quotidiani problemi legati alle interruzioni lungo una condotta che da Fulgatore ad Alcamo andrebbe sostituita. Stamane al bottino arrivati quasi dieci litri di acqua al secondo da Siciliacque. Completati da parte del Comune alcune manutenzioni alla rete di Dammusi.
La disponibilità complessiva stamane ha superato i cento litri di acqua al secondo. Una buona portata in una città come quella di Alcamo dove la maggior parte delle abitazioni sono dotate di ampie cisterne e ciò consente di fronteggiare tranquillamente le interruzioni di breve durata. Se si riuscisse a risolvere i problemi della conduttura di Siciliacque la distribuzione potrebbe avvenire anche ogni tre giorni. In questa direzione è impegnato l’assessore Vittrio Ferro che da anni segue i problemi delle conduttore e delle forniture. “Siciliacque opera nel settore della adduzione dell’acqua potabile in Sicilia. Si occupa, in particolare, della gestione del servizio di captazione, accumulo, potabilizzazione e adduzione a scala sovrambito. E’ costituita per il 75% da soci industriali nel campo dei servizi per l’acqua e per il 25% dalla Regione Siciliana. L’acqua viene pagata a caro prezzo dai Comuni e durante dibattiti all’Assemblea regionale sono stati chiesti interventi per abbassare il prezzo. Il Comune di Alcamo acquista l’acqua da oltre dieci anni da Siciliacque al costo di 0,69 euro al metro cubo, oltre IVA. Questo prezzo, definito “salatissimo”, è stabilito da un contratto regionale che impegna il Comune fino al 2044.