A Luglio riapre la discarica in c/da Borranea a Trapani, fine del “turismo dei rifiuti”

Per anni la provincia di Trapani ha spedito i propri rifiuti in giro per la Sicilia, trasformando l’emergenza spazzatura in una voragine economica per Comuni e cittadini. Camion verso altre discariche, costi di conferimento schizzati alle stelle, Tari sempre più pesanti e amministrazioni costrette a rincorrere l’ennesima soluzione tampone. Adesso la partecipata Trapani Servizi prova a cambiare il copione e mette sul tavolo una data che vale quasi come una promessa politica: 1 luglio 2026. È il termine indicato per rendere operativa la nuova vasca TPS1 di contrada Borranea, impianto destinato a garantire circa tre anni di autonomia alla provincia. La riapertura della discarica arriva in uno dei momenti più delicati per il sistema rifiuti siciliano. Le discariche storiche sono quasi sature, i termovalorizzatori annunciati dal governo regionale restano ancora sulla carta e la gestione dei rifiuti continua a reggersi su equilibri fragili, deroghe e trasferimenti continui da una provincia all’altra. In questo scenario la TPS1 viene considerata una boccata d’ossigeno, soprattutto per il peso economico che il “turismo dei rifiuti” ha avuto negli ultimi anni. I numeri spiegano bene la dimensione del problema. Nel 2024 la provincia di Trapani ha prodotto oltre 182 mila tonnellate di rifiuti urbani. La raccolta differenziata ha superato il 77 per cento, dato tra i più alti in Sicilia, ma restano comunque quasi 42 mila tonnellate di indifferenziato che devono essere smaltite. Quando le discariche del territorio non riescono a riceverle, quei rifiuti partono verso altri impianti dell’Isola. E ogni chilometro in più diventa un costo scaricato sui Comuni e quindi sui cittadini. L’ingegnere Salvatore Accardo, amministratore unico di Trapani Servizi dichiara: “I lavori della vasca TPS1 sono ormai nella fase finale, quasi terminati”. La nuova vasca avrà una capacità di circa 300 mila metri cubi e dovrebbe garantire tre anni di autonomia al territorio provinciale. Ma soprattutto permetterebbe di fermare quel continuo pellegrinaggio dei rifiuti che ha segnato gli ultimi anni.