A Castellammare da due mesi senza acqua in via Mirandola, l'odissea di due famiglie

di Alessandra Tamburello ·

A Castellammare da due mesi senza acqua in via Mirandola, l'odissea di due famiglie

Due mesi senza un goccio d'acqua dai rubinetti, costretti a contare ogni singolo litro come se si trovasse in un perenne stato di calamità. È la condizione al limite del paradosso in cui versano due famiglie residenti in una palazzina di via Mirandola, traversa di via Francesco Crispi a Castellammare del Golfo. Alla base del disservizio ci sarebbe la rottura di una condotta idrica, un guasto strutturale che impedisce all'acqua di raggiungere il palazzo.

Nonostante i continui solleciti e le segnalazioni indirizzate all'amministrazione comunale — la cui ultima istanza è stata protocollata appena la scorsa settimana —, la situazione resta congelata. La risposta filtrata dagli uffici delibera l'ennesimo corto circuito burocratico: la ditta precedentemente incaricata delle manutenzioni è stata sostituita e occorre attendere i tempi tecnici di subentro della nuova impresa prima di potersi veder cantierizzata la riparazione.

Nel frattempo, la quotidianità delle due famiglie si è trasformata in un'estenuante corsa all'approvvigionamento. Per lavarsi, cucinare e garantire i requisiti minimi di igiene domestica, l'unica risorsa resta il ricorso continuo alle autobotti private — a proprie spese — e il faticoso travaso manuale dell'acqua all'interno di taniche e bidoni. Un sistema di fortuna comprensibile per fronteggiare un disservizio temporaneo di 48 ore, ma del tutto inaccettabile quando la gestione d'emergenza si protrae ininterrottamente per oltre sessanta giorni. I residenti non chiedono assistenza assistenziale né soluzioni tampone: le uniche misure provvisorie attualmente in piedi sono quelle che pagano di tasca propria. La richiesta rivolta al Comune è chiara: la riparazione immediata del tubo e la restituzione di un servizio essenziale.

Esasperate dal rimpallo di responsabilità e da un'attesa d'ufficio che tace sulle tempistiche reali, le due famiglie hanno deciso di affidare la propria protesta alla stampa per accendere un faro su una precarietà che rischia, nel silenzio generale, di trasformarsi nell'assurda normalità di tutti i giorni.

Tag: Acqua Castellammare del Golfo