La busiata entra nello Zingarelli: Buseto Palizzolo festeggia il riconoscimento alla Sagra

La busiata diventa ufficialmente una parola della lingua italiana. Il formato di pasta simbolo della tradizione gastronomica della Sicilia occidentale è entrato nell’edizione 2026 dello Zingarelli e Buseto Palizzolo si prepara a celebrarlo con tre serate dedicate alla cucina, alla produzione locale e all’intrattenimento. Da venerdì a domenica agosto torna infatti “Busiate Buseto”, che riunisce la 14° Sagra della Busiata e la 26° Mostra Mercato. L’appuntamento è ogni sera dalle 19.30 a mezzanotte, con l’inaugurazione prevista venerdì alle 18.30.
Protagonista assoluta la busiata, pasta lunga e attorcigliata ottenuta dalla semola di grano duro e dall’acqua e lavorata tradizionalmente avvolgendo l’impasto intorno al ferretto, la “busa” da cui deriva il nome. Una preparazione semplice, ma legata a un gesto antico tramandato nelle case e che oggi trova spazio anche nel vocabolario della lingua italiana. Proprio questo riconoscimento rappresenta la novità più significativa dell’edizione 2026. La parola “busiata” è stata inserita nello Zingarelli insieme a circa mille nuove voci, con una definizione che ne descrive la caratteristica forma elicoidale, l’utilizzo della semola di grano duro e l’origine nella Sicilia occidentale.
Il menù cambia ogni sera: venerdì sarà protagonista l’“Ortociccia”, con zucchine, patate e verdure di stagione insieme a salsiccia sbriciolata e guanciale; sabato toccherà alla “Pasqualora”, con salsiccia pasqualora, pancetta di maiale e vino; domenica chiuderà la “Nessun Norma”, rilettura locale della pasta alla Norma con melanzane, pomodoro pelato e pancetta affumicata. Ad accompagnare la degustazione saranno arancina e caponata di melanzane, mentre per il dessert sono previsti melone giallo e cassatelle di ricotta di pecora e cioccolato. Non mancherà la musica, lo spettacolo e l’animazione per i più piccoli.
Per il sindaco Francesco Poma, l’ingresso della busiata nel vocabolario italiano è un riconoscimento a chi ha conservato nel tempo la tradizione.