Sequestrata villa a Giuseppe Costa, fu dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo

di Redazione Alpa Uno ·

Sequestrata villa a Giuseppe Costa, fu dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo

La Direzione Investigativa Antimafia torna a colpire il patrimonio di Cosa Nostra trapanese. Gli uomini della DIA hanno eseguito un decreto di sequestro finalizzato alla confisca di prevenzione, emesso dal Tribunale di Trapani, nei confronti di Giuseppe Costa, esponente di primo piano della famiglia mafiosa di Custonaci, già condannato in via definitiva per gravi reati di mafia. Il provvedimento riguarda un immobile, ristrutturato in violazione della normativa urbanistica ed edilizia, ritenuto riconducibile a Costa. L’articolata indagine economico-finanziaria ha evidenziato una sproporzione di circa 300 mila euro tra il patrimonio nella disponibilità dell’uomo e i redditi ufficialmente dichiarati.

Il nome di Giuseppe Costa è legato a una delle pagine più drammatiche della storia di Cosa Nostra. L’uomo fu infatti coinvolto nel maxi processo del 1996 contro Leoluca Bagarella e altri 66 imputati, conclusosi con una condanna definitiva nel 2002 a 25 anni di reclusione per associazione mafiosa e sequestro di persona. Secondo le sentenze passate in giudicato, il boss della cosca di Custonaci fu uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo. Il bambino, rapito nel 1993 a soli dodici anni per costringere il padre a ritrattare le proprie dichiarazioni, venne tenuto prigioniero per oltre due anni in diversi covi riconducibili ai clan mafiosi. Tra questi vi sarebbe stato anche un immobile nella disponibilità del mafioso trapanese, messo a disposizione della componente stragista dei corleonesi. Giuseppe Di Matteo venne infine assassinato e il suo corpo sciolto nell’acido, uno dei delitti più efferati nella storia della criminalità organizzata italiana.

Dopo avere scontato la lunga pena detentiva, il capomafia era tornato al centro delle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Arrestato nuovamente nel 2020 e poi nel 2023, Costa è stato condannato anche nei più recenti procedimenti per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori ed estorsione, confermando, secondo gli investigatori, la persistente operatività all’interno dell’organizzazione criminale.

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