Artemisia, due filoni dal GUP. Coinvolti tre alcamesi e un castellammarese

Sono due i filoni dell’inchiesta ‘Artemisia’ che sono arrivati dinanzi al Giudice per l’Udienza Preliminare per l’accoglimento, o meno, delle propose di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura di Trapani. Nel primo i pubblici ministeri (l’aggiunto Maurizio Agnello e i sostituti Francesca Urbani e Sara Morri) hanno chiesto il rinvio a giudizio per 28 indagati accusati di falso materiale e falso ideologico in atto pubblico, nell’ambito delle indagini sulle irregolarità delle commissioni di valutazione medica dell’INPS di Trapani. In pratica gli inquirenti contestano la presenza contemporanea in più commissioni, con tanto di verbali sottoscritti.

Fra i 28 indagati anche tre alcamesi il medico Rosario (Saro) Orlando, 69, ex responsabile della commissione invalidità dell’INPS trapanese; l’assistente sociale trentaquattrenne Giovanna Ivana Di Liberto e lo piscologo di 45 anni, Alessio Cammisa. Dinanzi al Gup anche il medico castellammarese sessantaquattrenne, Alberto Adragna, funzionario dell’INPS, oltre che al presidente dell’Ordine degli Psicologi d Sicilia, Gaetana D’Agostino, originaria di Leonfortte (EN).

Nell’altro filone dell’inchiesta ‘Artemisia’, che vede ancora coinvolto l’alcamese Saro Orlando, il GUP Samuele Corso ha stralciato le posizioni di Giovanni Lo Sciuto, ex deputato regionale ritenuto a capo degli intrecci, e Felice Errante, ex sindaco di Castelvetrano. Qui le accuse sono più pesanti in quanto i 19 indagati devono rispondere, a vario titolo, di corruzione, concussione, induzione indebita, traffico di influenze illecite, truffa, falso, rivelazione di segreti d’ufficio e anche violazione dela legge Anselmi, quella che tutela gli apparati dello Stato. Due gli episodi di corruzione contestati al medico alcamese dell’INPS difeso dagli avvocati Francesco Galati ed Enzo Catanzaro.