Recovery Plan, appello dei sindaci per ricostruire la ferrovia Trapani – Agrigento

 

Usare i fondi del recovery plan per ricostruire una moderna ferrovia tra Agrigento e Trapani. Questo l’appello dei comuni, enti e associazioni, attraverso una lettera pubblica inviata al ministro per le infrastrutture e trasporti, ma anche al governatore Musumeci e l’assessore infrastrutture della Regione, Marco Falcone. I firmatari della missiva chiedono al MIT e alla regione siciliana di inserire la proposta di progettazione per realizzare una nuova e moderna ferrovia tra Agrigento e Trapani all’interno del piano nazionale di rinascita e resilienza ed utilizzando le misure previste dal recovery Pplan o, comunque, di programmarne la riedificazione.

Le province di Agrigento e Trapani infatti sono le uniche due in Italia, fra quelle confinanti, a non essere collegate tra loro da alcuna rete ferroviaria. Fino al 1985 era attiva una linea a scartamento ridotto che congiungeva i due centri, che fu sospesa con la promessa, da parte degli Enti preposti, della sua trasformazione a scartamento normale. Promessa non mantenuta, la ricostruzione, purtroppo, non è mai stata realizzata, anzi: con il decreto ministeriale del 14 marzo 2004 emanato dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti, la vecchia ferrovia è stata definitamente soppressa e, ancora oggi, è in corso la cessione.

Considerato, tra l’altro, che le ultime direttive europee in tema di trasporti indicano che entro il 2030, il 30% del trasporto su gomma deve passare su rotaia, la Sicilia ed in particolare le province di Agrigento e Trapani, non possono perdere questa occasione di sviluppo economico ma anche e soprattutto turistico. I sindaci, gli enti e le associazioni firmatarie propongono la realizzazione di una nuova linea ferroviaria a scartamento ordinario che colleghi i centri di Agrigento, Realmonte/Siculiana, Montallegro/Cattolica, Ribera, Sciacca e Menfi con Castelvetrano e quindi con la città di Trapani, compiendo un percorso costiero, paesaggistico stupendo per gli stessi siciliani ma anche per i turisti, e riutilizzando, laddove possibile, porzioni di infrastrutture ferroviarie già esistenti, in particolar modo le gallerie, al fine di ridurre i costi e recuperare opere abbandonate al degrado. Le associazioni chiedono, inoltre, alle Deputazioni agrigentina e trapanese, di farsi interpreti della richiesta proveniente dal territorio e promuovere tutte le azioni necessarie per il suo accoglimento.