Dopo gli interrogatori preventivi di metà novembre il giudice per le indagini preliminari Carmen Salustro ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare nell’inchiesta che vede coinvolto l’ex presidente della Regione nella indagine su presunti appalti truccati. A notificarlo sono i carabinieri del Ros che hanno svolto le indagini.
No all’arresto di Saverio Romano All’inizio il procuratore Maurizio de Lucia e i sostituti Claudio Camilleri, Giulia Falchi e Andrea Zoppi chiedevano i domiciliari per 18 indagati, divenuti 17 dopo il giro di interrogatori preventivi. La richiesta è stata respinta anche per Saverio Romano. Restano tutti indagati, ma a piede libero. Il deputato nazionale di Noi Moderati è coinvolto nella storia dell’appalto milionario assegnato alla Dussmann dall’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa. La vicenda verrebbe inquadrata come traffico di influenze e non nel contesto di un patto corruttivo. A Romano la Procura contesta di avere cercato di favorire un imprenditore. Cuffaro, Colletti, Iacono e Raso avrebbero avuto un ruolo nella vicenda del concorso per operatore socio-sanitario all’ospedale Villa Sofia. Colletti, allora manager dell’azienda ospedaliera e oggi in pensione, avrebbe nominato ad hoc Iacono, direttore del Trauma center, alla guida della commissione esaminatrice. Iacono avrebbe consegnato in anticipo le prove d’esami a Raso affinché le facesse avere a Cuffaro.
Il politico, infine, le avrebbe girate ad una candidata che andò a trovarlo a casa. In cambio Colletti avrebbe ricevuto appoggio da Cuffaro nel giro di nomina dei manager della sanità. Per Cuffaro, Iacono e Colletti il Gip ha ritenuto la misura cautelare degli arresti domiciliari sufficiente a garantire le esigenze cautelari. Imposto un “assoluto divieto di comunicazione così da escludere qualsiasi possibilità di mantenere contatti con altri coindagati o con soggetti terzi, comunque appartenenti alla pubblica amministrazione e all’imprenditoria”.