Si riaccende il dibattito sull’assistenza specialistica alla comunicazione e all’autonomia negli istituti superiori della provincia di Trapani. Dopo giorni di tensioni, il presidente di Anffas Trapani, Basilio Calabrese, ha incontrato ieri il presidente del Libero Consorzio dei Comuni, Salvatore Quinci. Nel corso del confronto, Quinci ha garantito che il servizio è stato attivato sin dal primo giorno di scuola e con tutte le ore previste nei Piani Educativi Individualizzati. Inoltre, ha annunciato la creazione di un coordinamento provinciale con sindaci e soggetti coinvolti per affrontare la riforma sulla disabilità che entrerà in vigore da gennaio 2027, con l’obiettivo di costruire progetti di vita di qualità e mettere al centro la persona, in linea con la Convenzione ONU. Un impegno che Quinci si è detto pronto a portare anche a livello regionale, coinvolgendo gli altri presidenti dei Consorzi delle province siciliane.
Anffas, dal canto suo, ha espresso gratitudine per l’attenzione dedicata alla materia, ma ha anche ricordato come il tema resti controverso. Già lo scorso 18 settembre, infatti, l’associazione aveva smentito con forza alcune dichiarazioni provenienti da amministratori locali del Distretto D50: secondo Anffas, il servizio non era ancora partito nonostante le scuole fossero aperte e si profilavano “drastici tagli” alle ore previste nei PEI. “Quelle ore – ribadiva l’associazione – sono un atto vincolante e immediatamente esigibile. Qualsiasi riduzione costituirebbe un atto illegittimo e discriminatorio” si leggeva nel comunicato. A rendere il clima ancora più teso, le polemiche esplose sui social attorno alla petizione popolare promossa dall’associazione per chiedere il rispetto dei diritti degli alunni con disabilità. Alcuni commenti hanno bollato l’iniziativa come “egocentrismo e opportunismo mediatico”, accuse che Anffas respinge con fermezza: “Si tratta di affermazioni gravi e lesive per famiglie e bambini che già subiscono i tagli all’assistenza specialistica. La petizione – sottolinea – è uno strumento democratico sancito dall’articolo 50 della Costituzione, utile a sollecitare le istituzioni a dare risposte concrete”.