La storia di Andrea Bulgarella, imprenditore trapanese scomparso il 31 maggio scorso, resta un simbolo di tenacia civile e di giustizia sociale. La legge sul conto corrente per cui ha tanto lottato e a cui ha dedicato gli ultimi anni della sua vita riguarda migliaia di cittadini, artigiani, commercianti e piccole imprese. Denunciava l’esclusione finanziaria e i limiti imposti dall’accesso al conto corrente, uno strumento oggi considerato essenziale per vivere e operare nella società moderna. La legge sul conto corrente di base -approvata alla Camera all’unanimità- prevede finalmente l’obbligo inderogabile per le banche di accettare la richiesta di apertura di un conto corrente da chiunque, salvo il rispetto delle norme antiriciclaggio e antiterrorismo e mira a riconoscere questo servizio come un diritto fondamentale, al pari di luce e acqua, garantendo inclusione economica e sicurezza a chi finora ne era escluso.
La Commissione Affari Costituzionali ha dato parere favorevole, evidenziando che le restrizioni alle banche sono giustificate dalla necessità di tutelare i diritti dei cittadini e delle imprese, senza compromettere la libertà economica sancita dalla Costituzione. La vicenda personale di Bulgarella mostra come un accertamento giudiziario, concluso con archiviazione, abbia minato una vita intera. La sua lotta ha però creato un precedente importante: il Senato ora ha la possibilità di trasformare in legge un percorso avviato per proteggere chi rischierebbe di trovarsi nelle stesse difficoltà. L’approvazione definitiva rappresenterebbe non solo un passo avanti per l’inclusione finanziaria, ma anche un riconoscimento della memoria di chi ha combattuto affinché altri non subissero ingiustizie simili.