Ancora positivi i 13 alcamesi. Condizioni buone ma nessuno si è ancora negativizzato

Rimangono 15 gli alcamesi contagiati finora dal covid-19. Tra loro anche l’ultranovantenne deceduto all’ospedale di Trapani. Questo significa che gli attualmente positivi sono 14. Situazione rimasta tale anche oggi, dopo la ripresa a pieno regime dei tamponi, e che finora non registra alcuna negativizzazione. Anzi i prelievi effettuati ad alcuni dei contagiati hanno ancora rivelato la loro positività.

Quasi tutti, però, stanno bene e sono per la maggior parte asintomatici o con sintomi di lieve entità. Anche in stato di asintomaticità, è bene specificarlo, esiste sempre un elevatissimo livello di contagiosità. Ancora in ospedale, anche se ha lasciato la terapia intensiva per essere ricoverato in pneumologia, il cinquantacinquenne, funzionario del settore Salute Pubblica dell’ASP. In isolamento domiciliare, invece, i suoi parenti sia quelli risultati positivi che quelli negativi. Asintomatici, ma non ancora negativizzati, gli altri dipendenti degli stessi uffici trapanesi, due donne, un medico e una biologa, e un uomo di 53 anni.

Tuttora positivi anche i pazienti che fanno capo al filone degli operatori sanitari dell’emergenza-urgenza, il sessantenne con i suoi due figli, e il collega quarantaquattrenne. Non si è negativizzato, o comunque è ancora in attesa dei due tamponi necessari a certificare la guarigione, anche uno dei primi contagiati, l’uomo di 62 anni che per la tipicità della sua professione era entrato in contatto con numerose persone. Restano, positivi, ovviamente, gli ultimi due alcamesi che hanno contratto il nuovo coronavirus. La donna di 58 anni e il giovane ventiquattrenne.

Tutti stanno abbastanza bene ma la procedura per decretare l’eventuale loro negatività al Covid-19 è delicata e complessa. Finora nessuno dei 14 alcamesi l’ha superata, nemmeno chi è stato trovato positivo circa un mese fa. Il fatto che però quasi tutti stanno registrando pochi problemi di salute, non deve fare incorrere in pericolose leggerezze. Innanzitutto il virus, dal quale si guarisce come già capitato anche a un infermiere alcamese in servizio in Liguria, è particolarmente imprevedibile e da un momento all’altro può aggravare le condizioni degli ammalati. Poi, abbassare la guardia e cominciare a non rispettare più le restrizioni, potrebbero fare salire alle stelle, in un paio di giorni, il numero dei contagi con conseguenze catastrofiche non soltanto per la salute pubblica ma anche per i reparti dei nostri ospedali.