Allarme in Sicilia. Emergenza per il coronavirus e gli sbarchi

I casi in Sicilia sono in preoccupante aumento, 14 i nuovi contagiati dal coronavirus nelle ultime ore. Numerosi i focolai ed aumentano le preoccupazioni e le tensioni all’interno delle strutture ospedaliere. Il governatore della Sicilia annuncia provvedimenti restrittivi in un momento in cui mediamente in tutto il mondo si registrano oltre 250 mila casi al giorno. Si è in piena emergenza ma cala il rispetto delle regole facili da applicare. Assembramenti, movida selvaggia, mancato uso delle mascherine è il quadro desolante che viene fuori dall’osservare tantissimi irresponsabili. Senza andare lontano è sufficiente affacciarsi sull’ingresso di bar ad Alcamo per rendersi conto di assembramenti, mancato uso di mascherine, con persone in pochi metri quadrati. Alla faccia del distanziamento. Eppure davanti ai locali pubblici ci sono tanto di cartelli sulle regole da rispettare quasi sempre, invece violate. Il problema non è solo questione di controlli da parte delle forze dell’ordine, che fanno il proprio dovere nonostante le carenze di organico. Il problema è un altro: ognuno dovrebbe autodisciplinarsi solo così si possono limitare i contagi di un virus che è vivo e letale e circola alla grande. Altro problema. Ad  Alcamo la comunità romena  è formata da oltre 4 mila persone. In questo periodo centinaia di romena residenti ad Alcamo sono tornati nella loro nazione per le ferie e riabbracciare i parenti. Il governo italiano ha stabilito che chi torna dalla Romania deve fare la quarantena. Ma chi garantirà che tutti la facciano? E’ chiaro che questo problema interessa tutta l’Italia. Ma in Sicilia si vive sempre di emergenze. E’ quello degli sbarchi. Negli ultimi sette giorni oltre un migliaio Lampedusa.  Molti sono risultati positivi al coronavirus. Scoppia l’hot spot di Lampedusa. Ulteriore sfiancante lavoro per medici, forze dell’ordine e tutto il personale che si occupa di assistenza. Navi che vanno e vengono da Lampedusa per  trasportare persone che fuggono da guerre, fame e violenza. Un grande dispendio di energie e soldi per l’Italia lasciata solo a fronteggiare la valanga degli sbarchi e cercare di prevenire il coronavirus. Fughe dai centri di assistenza, Disordini in questa calda estate siciliana per coronavirus e sbarchi. Il ministro dell’Interno oggi è volata a Tunisi per cercare di bloccare le partenze. Le forze dell’ordine tunisine non possono non sapere da dove partono i barchini. Ma la forza dei soldi apre la via degli imbarchi clandestini. Sicilia lasciata praticamente sola in un momento in cui sono aumentati in questi giorni i casi di coronavirus e la valanga degli sbarchi dei migranti.