Alcamo, visite ai “sepolcri” in un clima di sobrietà

Da oggi entrano nella loro fase culminante i riti cattolici pasquali con il Venerdì Santo, giorno in cui si celebra la crocefissione del Cristo. Ad Alcamo già da ieri sera le chiese erano gremite di gente: in tanti a pregare davanti agli altari delle chiese addobbati con i tradizionali “sepolcri”. C’è chi era assorto in preghiera, chi invece semplicemente ammirava il lavoro degli addobbi floreali. Un unico denominatore comune che è parso scorgere in tutte le parrocchie è stato la sobrietà: pochi fasti, come magari negli anni passati, e più essenzialità nel rispetto probabilmente verso l’esponenziale aumento della povertà. Certamente tra le più sobrie da segnalare le chiese dei Santi Cosma e Damiano e del Monastero dove gli altari sono stati realizzati nella massima semplicità.

Tra i più spettacolari, e simbolicamente anche significativi, c’è da evidenziare il sepolcro” nella chiesa di San Francesco dove al centro sul pavimento campeggia una rappresentazione con della sabbia colorata di Gesù sulla croce e dell’Agnello di Dio, simbolo del corpo di Cristo. Attorno al Sacramento esposto tantissimi addobbi floreali

La Chiesa Madre invece ha messo in grandissimo risalto il segno del lutto, con un enorme telo nero a coprire l’altare maggiore. Nella navata accanto è stato allestito il “sepolcro” in cui si notano una serie di composizioni floreali in grande quantità a ricoprire tutto come un tappeto, anche lungo la balaustra.

Nella chiesa di Sant’Oliva, da dove parte la processione dell’urna del cristo Morto e dell’Addolorata, si nota anche qui un trionfo della sobrietà. Nell’altare principale si scorgono pochi ma ricchi ornamenti floreali, in un gioco di luci che danno il senso della semioscurità.

Per chiudere il giro delle chiese principali del centro storico nella chiesa di San Pietro e Paolo invece si è tornati ai fasti della tradizione degli addobbi: si sono rivisti o classici vasi con cereali e le piantine accanto ai fiori a simboleggiare gli orti. Al centro poi l’esposizione di paramenti sacri, il tutto incastonato nella spettacolo naturale di una chiesa di stile barocco.

L’origine del rito dei “sepolcri” è molto antica. Come spiegano alcuni storici dal Venerdì Santo al mattino di Pasqua si vegliava presso l’Eucaristia deposta insieme alla croce in un “sepolcro”. In questo modo si intendeva onorare le 40 ore di permanenza del corpo di Gesù nel sepolcro”. Già nel II secolo ci sono tracce di questi riti: secondo la tradizione infatti, sarebbero 40 le ore in cui il corpo di Gesù sarebbe rimasto senza vita, ovvero dalle 3 del pomeriggio del Venerdì Santo alle 7 della domenica di Pasqua.