Alcamo-Utilizzo Asu “irregolare”, sindacato minaccia contenzioso

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All’orizzonte potrebbe stagliarsi un nuoco contenzioso tra il personale precario in servizio e il Comune di Alcamo. Il “tappo” potrebbe saltare proprio in questi giorni e si palesa anche un possibile ricorso ai tribunali. Il caso è quello che vede coinvolti i 171 Asu in servizio al municipio alcamese e percettori quindi dell’indennità di circa 500 euro mensile. Ad aprire la maglia è la Cisl Funzione pubblica Palermo-Trapani che in una lettera indirizzata al segretario generale Vito Bonanno, al sindaco Domenico Surdi e all’assessore al Personale Fabio Butera minaccia di adire le vie legali se non sarà “regolarizzato” l’utilizzo di questo tipo di lavoratori. In buona sostanza il sindacato chiede al Comune di attenersi alle circolari e alle direttive che regolano la materia dell’utilizzo dei precari. In particolare si fa riferimento al tetto massimo di orario per cui un Asu può essere utilizzabile mensilmente, che è pari a 80 ore. In realtà, secondo quanto sostiene la Cisl, questi lavoratori sarebbero sistematicamente utilizzati oltre le 80 ore mensili senza che gli venga garantita alcuna integrazione economica rispetto al sussidio che percepiscono. “Ad oggi, per i soggetti utilizzati dall’ente Comune di Alcamo, – si legge nella missiva a firma del segretario generale aggiunto della Cisl Fp Palermo-Trapani Marco Corrao – non è stato effettuato il calcolo delle ore da svolgere settimanalmente, così come previsto dalla circolare assessoriale del 13 maggio 1993, la numero 312. Al fine di non intraprendere azioni di natura legale che potrebbero vedere facilmente soccombere in giudizio l’amministrazione comunale, si chiede di attenersi alle direttive e circolari in materia valutando o una diversa organizzazione dell’orario di lavoro che possa garantire il rispetto del tetto massimo delle 80 ore mensili, o, qualora non possa essere praticabile per motivi strettamente organizzativi, si chiede una eventuale integrazione oraria”. In particolare la circolare a cui si fa riferimento, emanata dalla Regione nel novembre 2017 e che richiama la norma del ’93, disciplina che questo tipo di lavoratori possono essere “impegnati per l’orario settimanale corrispondente alla proporzione tra il trattamento stesso e il livello retributivo iniziale, calcolato al netto delle ritenute previdenziali ed assistenziali, previsto per i dipendenti che svolgono attività analoghe presso il soggetto promotore dell’intervento e comunque per non meno di 20 ore settimanali e per non più di 8 ore giornaliere”. Il sindacato evidenzia in tal senso che l’orario d’impegno è articolato con cadenza settimanale e non mensile e va determinato dal soggetto promotore, quindi in questo caso il Comune di Alcamo, in funzione delle effettive esigenze di utilizzo dei lavoratori nel progetto con moduli anche verticali. “Una cosa è certa – dice in proposito l’assessore al Personale, Fabio Butera -: quando ci siamo insediati non abbiamo modificato l’utilizzo di questo personale. Noi stiamo molto attenti a questa categoria degli Asu perchè sappiamo la loro particolare condizione contrattuale. Comunque, in seguito alla segnalazione della Cisl si farà una ricognizione per effettuare delle verifiche rispetto all’effettivo orario che viene svolto mensilmente da questi lavoratori”.