Alcamo: tributi, dal consiglio tagli per 1,3 mln

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Le fibrillazioni interne alla maggioranza alla fine, almeno per una volta, sono tornate utili alla città. Il consiglio comunale ha infatti nella sostanza in parte stravolto il piano delle aliquote dei tributi proposto dalla giunta municipale. Una cinquantina di emendamenti, quasi tutti votati favorevolmente, che hanno prodotto importanti novità. E’ stata anzitutto ridotta l’aliquota per la prima casa inerente la Tari, scesa dal 2,5, massimo consentito, all’1,5; sulla seconda casa e sui capannoni, invece, è stato deciso di effettuare un taglio rispetto alla proposta dell’1 per mille, anche questo tetto massimo consentito dalla legge, che va dallo 0,5 allo 0,75 a seconda dello scaglione reddituale del proprietario. Introdotto anche l’abbattimento per il comodato d’uso: chi riceve dal padre in comodato d’uso un immobile dovrà dimostrato di avere un reddito che gli consenta di potersi sostentare, quindi da un minimo di 6 mila ad un massimo di 15 mila euro annui. Il voto è stato trasversale: con alcuni pezzi della maggioranza hanno votato anche alcuni componenti dell’opposizione, ad eccezione di Abc e Area democratica che invece nella maggior parte degli emendamenti si sono astenuti. Ora la patata bollente passa nella mani dell’amministrazione comunale che sarà chiamata a ripianare questo squilibrio in bilancio, dal momento che con questi tagli vengono meno introiti per quasi un milione e 300 mila euro.

Soddisfatta la maggioranza del consiglio comunale, anche Marianna Vario, presidente della commissione regolamenti che si era astenuta rispetto alla manovra presentata proprio in commissione dall’amministrazione perché poco gradita: “Il consiglio ha in questo modo remato nella direzione di andare incontro alle esigenze della città” sottolinea la consigliera del Partito Democratico. Ora gli uffici comunali da lunedì dovranno mettersi al lavoro per una rimodulazione della spesa e per proporre nuove ipotesi in modo da ridurre la spesa e potenziare invece le entrate. Già si sta pensando a tagli consistenti per manifestazioni, fiere e contributi, ma non solo. Saranno toccate anche voci abbastanza delicate e molto spesso tabù per l’ente locale.

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