Alcamo-Tornano al lavoro le autobotti private, rientra la protesta

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Tornano al lavoro gli autobottisti privati ad Alcamo. A darne notizia il Comune questa mattina: a rimettersi al lavoro sono state le ditte che attraverso la Confartigianato da lunedì avevano deciso di chiudere le loro “cisterne ambulanti” in segno di protesta nei confronti del Comune per i pochi punti di approvvigionamento presenti al Bottino comunale.

Cosa che creava disagi e code per la categoria che dunque era impossibilitata a rispondere alle tante richieste degli utenti in questo delicato momento in cui migliaia di alcamesi si sono trasferiti nel versante marinaro che è sprovvisto di rete idrica. Lo stesso municipio preannuncia che a strettissimo giro di posta si terrà un incontro programmato tra l’amministrazione e la rappresentanza sindacale degli autotrasportatori iscritti nell’elenco delle ditte autorizzate dal Comune.

“Obiettivo dichiarato dell’incontro – si legge nella nota del municipio – è quello di concordare ulteriori misure per ridurre i tempi di carico degli automezzi e migliorare il servizio di distribuzione a mezzo autobotti, entrato in funzione con il nuovo regolamento comunale per l’utilizzo dell’acqua per usi umani”.

Al momento già due le colonnine attivate in contrada Giovenco e sull’ex statale 186 ad Alcamo marina vicino la stele dei carabinieri ma altre sono in arrivo: “Sono da rendere pienamente operativi – si legge ancora nel comunicato – altri tre punti di carico alternativi al ‘Bottino’, idonei alla sosta delle autobotti e al carico dell’acqua; saranno pertanto complessivamente cinque i punti di carico, 2 dentro città e 3 esterni al centro urbano, dove sarà possibile rifornirsi di acqua potabile destinata ai cittadini”.

Questa situazione si è venuta a creare a seguito della decisione dell’amministrazione comunale di non rinnovare le autorizzazioni ai quattro pozzi privati anche per effetto di un’indagine della Procura che ha fatto emergere delle presunte illegalità tanto che l’attuale sindaco Domenico Surdi, un funzionario e un dirigente comunale e gli stessi proprietari dei pozzi sono finiti nel registro degli indagati per un danno erariale nei confronti del Comune.

Difficoltà che hanno mandato in tilt il servizio di approvvigionamento tramite autobotti e costretto in questi giorni il Comune ad attivare un servizio direttamente gestito di autobotti di proprietà ma esclusivamente per quelle abitazioni non servite da rete idrica o per attività commerciali e ricettive.