Alcamo, torna il musical su don Pino Puglisi

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ALCAMO – La criminalità, l’allarme sicurezza, il dilagare di fenomeni come il vandalismo e la povertà: deviazioni sociali sempre più pericolose anche per Alcamo che rischiano di degenerare ogni giorno che passa, tra la disperazione e l’indifferenza. In questo contesto hanno voluto dare un loro segnale l’associazione “Apriti cielo” e la parrocchia del Sacro Cuore di Alcamo. Ancora una volta nel segno di padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso nel settembre del 1993 dalla mafia per il suo impegno sociale che lo portava a strappare dalla strada, e dalle mani della criminalità, i ragazzini fonte inesauribile per la mafia palermitana di Brancaccio. Questa mattina è tornato in scena il musical “Apriti cielo” al teatro Euro, dopo i successi incassati nei mesi scorsi ad Alcamo marina e al teatro Savio di Palermo. Lo spettacolo è stato organizzato per le scuole superiori, stasera alle 21 si replica con ingresso libero a tutta la cittadinanza. L’associazione vuole dare un contributo nell’espandere il messaggio del parroco beato, la chiesa alcamese dal suo canto rilancia il suo impegno: “E’ un messaggio molto bello e di grandissima attualità – sottolinea la presidente di “Apriti cielo” Luisa Parrino – e ci teniamo che venga diffuso non solo alle giovani generazioni ma a tutti”. “Io lo ammetto e ne chiedo perdono – afferma don Enzo Santoro, parroco della chiesa del Sacro Cuore – del ritardo e della lentezza con cui ci si muove rispetto ai bisogni di questo territorio”.

L’ingresso è libero, l’offerta richiesta è necessaria a sostenere le spese e l’eventuale ricavato sarà destinato a realizzare progetti di beneficenza in zone di missione. Il messaggio del musical vuole essere proprio quello lanciato da padre Pino: “Il mondo non cambia in un giorno ma bisogna costruirlo quotidianamente con l’impegno di ciascuno”. Messaggio che arriva in una città afflitta dai tanti problemi di una società che presenta sacche di devianza imponenti. L’effetto della movida selvaggia, tra spaccio di droga e alcol a fiumi tra le vie del centro storico, oltre che l’emarginazione e la povertà, sono condizioni che possono trovare terreno fertile in un territorio dove la piccola e grande criminalità è costantemente e pericolosamente alla ricerca della sua manovalanza. Di questo ne è convinto anche don Santoro: