Alcamo-Torna il bike sharing nella città “antiecologica”

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ALCAMO – Alcamo ci riprova. Dopo un primo tentativo fallito di mettere in circolo le biciclette elettriche, finite presto vandalizzate e in fondo a qualche magazzino perché obsolete, adesso si torna a parlare di bike sharing. Sono in arrivo ben 50 biciclette a pedalata assistita di ultimissima generazione: il 3 luglio è stata fissata la scadenza per la presentazione delle offerte da parte delle ditte che vorranno partecipare, poi una volta che sarà aggiudicato l’appalto la ditta incaricata avrà 10 giorni di tempo per consegnare tutto. Possibile quindi che prima della fine dell’estate si possano rivedere le biciclette a pedalata assistita. Quelle previste in questo bando avranno un telaio in alluminio con salita in sella facile, una potenza massima del motore elettrico di 250 watt, batteria al litio con autonomia a piena carica che permette di percorrere dai 45 ai 65 chilometri, 7 cambi di velocità, forcella ammortizzata e ruota da 28 pollici con cerchione doppia parete a 36 raggi. Un modo anche per dimenticare il famoso bus elettrico acquistato dal Comune e anche questo lasciato nel dimenticatoio. Un storia davvero paradossale con l’ente municipale che aveva anche speso una consistente somma per rimetterlo in piedi ma che ha dovuto comunque tenere ai box. Perché? Semplicemente per il fatto che il Comune non ha fatto i conti con la burocrazia: l’autobus non può essere utilizzato in sostanza perché il Comune non è titolare di linea pubblica. Il mezzo resta in garage perché, seppur oggi funzionante, non può circolare. L’autobus elettrico, acquistato in parte con un finanziamento dell’Unione Europea ed in parte usando fondi comunali, è rimasto sino ad oggi inutilizzato e in stato di abbandono in uno spazio all’interno dell’ex mattatoio comunale. Secondo il Movimento 5 Stelle in una città come Alcamo la congestione perenne e sistematica del traffico rappresenta un grave fattore di disagio collettivo, ed è proprio per questo doveroso da parte degli enti preposti incrementare l’uso di mezzi pubblici non inquinanti. Da considerare poi che da una recente statistica dell’Istat ci sono in circolazione ad Alcamo ben 30 mila auto per 14 mila nuclei familiari. Siamo ben oltre le due auto per nucleo familiare. Una cittadina quindi che ha come caratteristica il caos e il traffico impazzito, dove non esiste il trasporto pubblico urbano, dove di vigili urbani ce ne sono pochi e niente, dove i mezzi alternativi sono davvero ridotti al lumicino. A proposito di iniziative ecologiche ed ecosostenibile recentemente era stata realizzata nella parte alta di Corso VI Aprile una pista ciclabile: altro progetto abortito, dopo le vibranti proteste di commercianti e consiglieri comunali che hanno definito l’installazione dei cordoli un pericolo per i pedoni. Si è dovuto quindi smontare tutto in fretta e furia. E’ fallita anche l’area pedonale tutti i giorni: ora è stata ridotta soltanto al fine settimana.