Alcamo, tarda il vaccino a casa. Appello di un disabile all’Asp

Un’attesa che dura dallo scorso 11 marzo quando ha presentato richiesta all’Asp di potere avere somministrata la prima dose di vaccino nella sua abitazione della via Tenente Manno n. 5. La richiesta è stata avanzata da Antonino Catalano, 77 anni, personaggio noto e non solo ad Alcamo perché in gioventù si dedicò alle gare automobilistiche cogliendo successi sia nelle cronoscalate che nelle gare in pista.

L’appuntamento era stato fissato per lo scorso 7 aprile per il vaccino, ma nessuno è andato a bussare alla sua porta. Nino Catalano continua a sollecitare che il vaccino venga somministrato nella sua abitazione eventualmente anche dal suo medi co curante, come da convenzione tra i medici di base e l’assessorato regionale alla sanità. Lungo l’elenco delle patologie, tutte documentate da certificazioni, delle quali è affetto Nino Catalano tra le quali invalidità civile al 100 per cento. Obesità. Diabete, ernia ombelicale e altre malattie.

E anche costretto a stare su sedia a rotelle e impossibilitato a scendere e salire le scale dell’ abitazione in quanto non fornite di mezzi adeguati. Nino Catalano continua a lanciare appelli affinché venga vaccinato in casa, come le spetta di diritto.  Intanto prosegue la campagna di vaccinazione unica possibilità di potere uscire, adottando sempre le opportune cautele, da questo incubo che ha cambiato il modo di vivere dell’intera umanità. In Italia, dicono gli esperti, si dovrebbe raggiungere l’immunità di gregge forse verso la fine di agosto.

Prudenza dunque e rispetto delle norme anticovid stando attenti e respingendo con forza le uscite di quei demagoghi e pericolosissimi pseudo leader politici i quali puntano solo a qualche voto in più. A costoro non frega niente dei morti in meno, ma solo puntare cinicamente a fare alzare il loro indice di gradimento.