Alcamo: si rientra dall’emergenza idrica

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Si va normalizzando il servizio di erogazione idrica ad Alcamo. Dopo la riattivazione sabato sera dell’erogazione al bottino, attraverso la riparazione della terza e ultima falla trovata lungo la condotta di contrada Cannizzaro, già da ieri sono ripartiti i turni di approvvigionamento dal quartiere di via Vittorio Veneto e Viale Europa. Via via l’ufficio Acquedotto del Comune sta programmando l’erogazione dell’acqua in tutti i quartieri della città: da domani l’acqua tornerà a riempire le cisterne del quartiere basso del centro storico attorno a corso San Francesco Di Paola. Qui, secondo quanto segnalano alcuni commercianti che insistono nella zona, l’acqua non arriva da 10 giorni: “Non è sostenibile – dice uno degli esercenti – il fatto che da 10 giorni non arriva l’acqua corrente ed io, come gestore di un’attività commerciale, mi trovo in pienissima difficoltà da venerdì, facendo il facchino con vari viaggi dall’acquedotto al luogo di lavoro con diversi bidoni per sopperire questo disagio”. Storie, purtroppo per Alcamo, di ordinario disagio per ciò che concerne il servizio idrico. In realtà l’emergenza sarebbe dovuta rientrare già sabato mattina con l’erogazione programmata nel quartiere di piazza della Repubblica, saltata perché dopo che i tecnici avevano riparato due falle lungo la condotta ne è affiorata un’altra in un vallone tra Alcamo e Partinico, impedendo quindi all’acqua di arrivare al bottino e da lì essere distribuita nelle abitazioni. Il problema reale resta invece sempre quello per la città: la carenza di una rete di distribuzione vecchia ed obsoleta, oltre che logisticamente scomoda. Infatti oltre la metà del suo fabbisogno idrico Alcamo lo soddisfa attraverso l’approvvigionamento dalla sorgente di contrada Cannizzaro, da dove arrivano all’incirca una cinquantina di litri di acqua al secondo. Si tratta di una sorgente distante e quindi è stato necessario realizzare una rete di appresamento lunga decine di chilometri con la conseguenza quasi fisiologica di rotture che si ripetono ciclicamente. Il Comune sta lavorando da tempo ad un’alternativa, se si considera che altri 10 litri di acqua al secondo provengono dal dissalatore di Trapani, impianto che anch’esso si ferma spesso e volentieri. Ci sono stati recentemente tutta una serie di programmazioni con la Regione per cercare strade alternative per garantire l’approvvigionamento ad Alcamo e nell’hinterland trapanese ma tutto è slittato o addirittura, in alcuni casi, saltato. Per cui ad oggi l’amministrazione comunale non si sente di fare proclami ai cittadini ed ammette che i tempi per una risoluzione del problema della carenza idrica non è affatto vicina.