Alcamo-Settore edilizio, piano paesaggistico e il silenzio dei sindacati

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Le violazioni al codice della strada, che bloccano il traffico, creano rallentamenti, rappresentano uno degli aspetti più gravi dell’illegalità diffusa nella città di Alcamo. Auto lasciate in doppia o tripla fila. Auto che impediscono di far entrare liberamente nei propri garage o abitazioni in barba non solo al codice ma anche a quelle norme comportamentali non scritte, che si chiamano buona educazione e rispetto degli altri. Al Comune di Alcamo si cercano soluzioni. Si cerca di mettere in atto deterrenti alle soste selvagge e altro. La carenza d’organico nella polizia municipale spinge il Comune a cercare, quindi, altre soluzioni. Una di queste è stata individuata nella collocazione di una telecamera sull’auto della polizia municipale per immortalare coloro i quali del codice della strada si fanno beffe. Parliamo dello street control che dovrebbe entrare a regime entro la fine del mese. Lo street control è stato recentemente presentato ai cittadini e ai responsabili delle organizzazioni di categoria. L’assessore Butera ha assicurato che lo street control sarà usato con la massima discrezionalità e senza atteggiamenti persecutori, ma solo come dissuasore per gli habitué delle soste selvagge. Ma nonostante le assicurazioni del Comune le organizzazioni di categoria continuano ad essere sul piede di guerra. Avanzano proposte per rinviare alle calende greche l’entrata in funzione di una sola apparecchiatura quando invece ci sarebbe bisogno di molte. Ma perché questi timori che sembrano esagerati? Basterebbe rispettare il codice, tranne chiaramente le emergenze, per evitare di vedersi recapitare a casa una multa. Ma questa vicenda una riflessione la impone. Ma ad Alcamo allo stato attuale il problema principale è lo street control ? Che tipo di iniziativa stanno mettendo in atto organizzazioni di categoria e sindacati sul Piano paesaggistico sul quale si gioca il futuro dell’edilizia abitativa e non solo della città di Alcamo, che rischia la paralisi di un settore già in grosse difficoltà?  Del Piano paesaggistico abbiamo parlato nel tg di venerdì scorso. Le sue previsioni penalizzano l’intero territorio alcamese. Già con la pubblicazione all’albo pretorio del Comune, lo scorso sette marzo, sono scattate le norme di salvaguardia e terreni verso Alcamo Marina sono diventati agricoli, bloccando così una sessantina di richieste di concessioni edilizie in itinere. Vincoli su tutto il territorio alcamese mentre è scattato il conto alla rovescia per presentare le opposizioni. In tal senso qualche voce si leva dal deserto dell’indifferenza. Ovvero quella dell’ex assessore Enzo Coppola che invita i cittadini a rivolgersi ai tecnici per accertare in quali zone ricadono aree di proprietà  privata e potere presentare osservazioni. In altri momenti storici organizzazioni di categoria, sindacati, associazioni scenderebbero in piazza accanto alle amministrazioni comunali per cercare di far rivedere il piano paesaggistico le cui previsioni come una mannaia già producono i loro effetti sull’edilizia privata e non solo. Settore quello dell’edilizia oggi in gravi difficoltà, ma che domani potrebbe subire una paralisi tale con gravi effetti per molti anni. Scusate dimenticavo: il problema più importante di Alcamo è lo street control, tutto il resto, come direbbe Franco Califano, è noia.