Alcamo-Seconda intimidazione in tre mesi ad imprenditore agricolo

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Potrebbe esserci l’ombra del racket delle estorsioni sull’attentato incendiario organizzato ieri sera ad Alcamo marina ai danni di un imprenditore agricolo. E’ questa una delle ipotesi su cui stanno lavorando i carabinieri chiamati ad indagare sul raid doloso consumato sul portone di un’abitazione che si trova in zona Canalotto, a pochi passi in linea d’aria dal noto locale “Sunshine”. Qualcuno ha utilizzato un copertone intriso di liquido infiammabile per appiccare le fiamme sul portone della casa che è abitata soltanto nel periodo estivo. Il rogo in pochissimi minuti ha avvolto la porta d’ingresso dell’immobile considerando che era in legno e per questa è andata completamente danneggiata. I danni comunque sono stati limitati al prospetto, anche grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco a cui è stata fatta la segnalazione intorno alle 22,30, mentre all’interno della casa si è registrata soltanto un po’ di fuliggine e qualche parete annerita. Resta comunque il gesto che ha il sapore di una vera e propria intimidazione. La casa è di proprietà di un imprenditore agricolo alcamese di 53 anni, titolare di un’azienda comunque di modeste dimensioni con appena 4 operai. Ad aggravare comunque il quadro di questo episodio il fatto che già nel novembre scorso lo stesso imprenditore agricolo subì un’altra intimidazione, denunciata al commissariato cittadino di polizia Il che rende ancora più a tinte fosche questo caso: appare chiaro quindi che qualcuno ce l’abbia espressamente con l’imprenditore e non si preoccupa di esternarlo in modo anche abbastanza violento, superando anche il rischio di attirare su sé stessi le attenzioni degli inquirenti. La vittima ha comunque ribadito ai carabinieri ciò che disse a suo tempo alla polizia: sostiene infatti di non avere idea del perché qualcuno possa avercela con lui. Agli investigatori ha detto di non avere mai subito alcuna minaccia e che sia in ambito familiare che lavorativo non ha alcun dissidio. Parole che rendono quindi ancor più difficile il contesto di queste indagini che al momento spaziano su diverse ipotesi. Infatti se non si può escludere il racket delle estorsioni, dal momento che ci troviamo di fronte ad un operatore commerciale, dall’altra però non si può al momento neanche scartare l’ipotesi che tali episodi ritorsivi possano essere maturati anche nell’ambito della vita privata del 53enne.