Alcamo: rete idrica colabrodo, progetto faraonico

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ALCAMO – Entro fine anno potrebbe arrivare il via libera al progetto del Comune di Alcamo sul rifacimento della rete idrica esterna ed interna. Un piano mastodontico da circa 2 milioni e mezzo di euro, avviato diversi anni fa ma soltanto recentemente rivisitato e rispolverato, che sarebbe in grado finalmente di far superare le tantissime criticità che attanagliano da tempo il servizio di distribuzione idrica. Il recente allacciamento con la sorgente di Montescuro Ovest, che a fine ottobre da solo porterà in città ben 70 litri di acqua al secondo, farà superare definitivamente il problema della quantità di risorse idriche per il territorio. Ma certamente resta da risolvere l’handicap strutturale delle rete e degli impianti, vecchi di 30 anni e quindi obsoleti e con molti punti deboli. Le rotture alle condotte praticamente sono quasi all’ordine del giorno ed ecco che in questo direzione si inserisce il progetto appena rivisitato dal Comune.

Tantissime sono le segnalazioni di rotture alla rete idrica interna che non riesce a reggere il flusso di acqua proveniente dalle sorgenti, da Dammusi e soprattutto da Cannizzaro. Troppe falle che possono essere rattoppate con interventi estemporanei e allo stesso tempo poco efficaci perché servirebbero interventi radicali di completa sostituzione delle oramai obsolete condotte. I problemi attuali che sta attraversando la città sul piano del servizio sono paradossalmente di abbondanza. Infatti da oltre tre mesi oramai sono stati completati gli interventi direttamente alle sorgenti del Dammusi e del Cannizzaro, che insieme garantiscono all’incirca 100 litri di acqua al secondo, e l’acqua arriva in città regolarmente e con turni ogni tre giorni. Il problema sta proprio qua: praticamente le cisterne delle abitazioni sono quasi sempre piene e l’acqua quindi rimane in circolo nelle condotte ad altissima pressione, situazione che conseguentemente provoca rotture specie nelle zone in cui la rete è più debole perché maggiormente fatiscente. Il sindaco ha già richiesto il necessario finanziamento alla protezione Civile nazionale e alla Regione: