Alcamo, report appalti Comune e uffici lumaca: in fumo economie di gara

Il 40 per cento delle gare d’appalto viene avviato nell’ultimo bimestre denotando la lentezza della burocrazia. Di contro le perfomance di gare ad affidamento diretto sono sotto la soglia della media nazionale, quindi emerge maggior trasparenza nelle aggiudicazioni. E’ un bilancio in chiaroscuro quello che viene fuori dal monitoraggio degli appalti del 2017 varato dal Comune e che fa venir fuori aspetti contrastanti rispetto all’andamento della spesa del municipio in termini di gare.

Sicuramente la criticità più sostanziosa è quella che ben il 41,40% delle procedure di affidamento sono state avviate nell’ultimo bimestre dell’anno, e si tratta di 147 procedure su un totale di 355 procedure nell’anno. Nel primo semestre è stato avviato soltanto il 29,85 per cento delle procedure.

“Tale dato – si legge nel monitoraggio stilato dall’ufficio di attuazione del piano di prevenzione della corruzione del Comune – è importante in chiave di controllo di gestione e di controllo strategico, oltre che come indicatore di lettura dei dati della gestione finanziaria di competenza”. Chiaramente questo è un dato assolutamente negativo ed ha anche delle refluenze nel computo della spesa del Comune.

Non a caso per questi ritardi nell’avvio delle procedure di gara si verifica la mancata spesa entro l’anno di tutte le somme inserite nel Dup, il documento unico di programmazione approvato da giunta e consiglio comunale: quindi si spende meno di quel che si programma. Non solo: questi ritardi finiscono con il causare la perdita di fondi, nel senso che finiscono nel grande calderone dell’avanzo di amministrazione.

Molte gare che dovevano essere espletate nel 2017 si stanno trascinando quest’anno proprio perchè partite a fine anno e di conseguenza le economie negli appalti ad evidenza pubblica si perdono perché non riprogrammate. Si parla di ben 700 mila euro di economie tra prezzo previsto e prezzo aggiudicato che sono finiti in avanzo. Solo il 3,38 per cento degli affidamenti ha seguito le procedure ordinarie, in termini di valore contrattuale la spesa scaturente da contratti affidati con procedure ordinarie rappresenta il 32,43 per cento della spesa annua.

Gli aspetti positivi invece sono quelli che le gare ad affidamento diretto per l’89 per cento sono al di sotto delle 5 mila euro, dato migliore della media nazionale. Questo è frutto del sistema di controllo interni e delle misure inserite ad aprile nel piano anticorruzione che obbligano i dirigenti a chiedere preventivi anche per affidamenti inferiori a 40 mila euro. Inoltre ci sono stati soltanto 2 subappalti e in termini di spesa, sebbene le procedure di affidamento diretto sino l’80 per cento del totale, esse impattano soltanto per l’8,9 per cento sulla spesa complessiva annua dei contratti pubblici, mentre il 32 per cento della spesa è stato aggiudicato con procedure ordinarie.

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