Alcamo: Quota 100, esodo di 40 impiegati dal Comune e altro

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A sfruttare la prima finestra per andare in pensione dal primo agosto saranno otto i dipendenti del Comune di Alcamo, che hanno presentato la domanda all’indomani della pubblicazione del decreto legge sulla gazzetta ufficiale. Si tratta di impiegati che hanno compiuto i 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo le previsioni dell’Ufficio personale i dipendenti che hanno manifestato la volontà di lasciare il Comune e già si stanno muovendo in tal senso sono una quarantina in attesa di maturare il diritto al beneficio della quota cento. E per il trattamento di fine rapporto con quota cento si rischiava di arrivare sino ad otto anni di attesa per riscuotere la liquidazione. Ad incoraggiare l’esodo lo stesso decreto che stabilisce che grazie ad una banca il dipendente possa ottenere subito 30 mila euro e quindi parte della liquidazione. Alla scadenza pagherà gli interessi, ma godrà di un trattamento fiscale agevolato. Quota cento è una misura sperimentale, vale tre anni, tra il 2019 al 2021. Fermo restando che rimane la possibilità per chi ha maturato i requisiti di andare in pensione indipendentemente dall’età purchè si abbiano almeno 42 anni e 10 mesi di contributi, per le donne diventano 41 anni e dieci mesi. Al Comune di Alcamo da un paio di anni è iniziato un grande esodo. Ventisei dipendenti sono andati in pensione durante il 2018. Da circa 900 di una decina di anni fa, i dipendenti oggi sono 566. A tempo indeterminato sono 176. Quelli a tempo determinato, ovvero le varie categorie dei precari sono 390. Questo personale oggi è l’asse portante degli uffici comunali. In corso due procedure per la stabilizzazione: si tratta di 30 agenti della polizia municipale e di 13 unità con competenze dirigenziali. Negli ultimi nove anni sono stati ben 144 gli impiegati, a tempo indeterminato, che hanno lasciato il Comune. Gli uffici comunali sono praticamente gestiti dai precari, la maggior parte dei quali ha dimostrato e continua a dimostrare professionalità e attaccamento al lavoro. Il settore con i maggiori vuoti nell’organico è quello della polizia municipale, una cinquantina i caschi bianchi che oltre alla viabilità debbono fare fronte e numerosi servizi come i controlli sull’abusivismo edilizio, viabilità, amministrativi, perizie negli incidenti stradali, movida selvaggia e tanto altro. Nel bilancio comunale la spesa maggiore rimane sempre quella del pagamento dei dipendenti: 13 milioni e mezzo di euro. Un’altra della cause che induce impiegati a lasciare il Comune i rapporti, spesso non idilliaci, con l’attuale amministrazione. Negli anni non è stato possibile bandire concorsi bloccati dalla varie leggi finanziarie ma da qualche mese l’amministrazione comunale ha avviato le procedure per coprire qualche vuoto in organico.