Alcamo-Processo mafia “Freezer”, chiesta ricusazione di due giudici

Quattro testi citati per deporre alla prima udienza in programma il prossimo sette febbraio davanti ai giudici del tribunale di Trapani, chiamati a giudicare quattro imputati a piede libero dell’operazione antimafia “Freezer” e di uno già in carcere per scontare una lunga pena detentiva, 12 anni,  condanna confermata in appello per un’altra indagine antimafia che prese il nome “Cemento del Golfo”. I testi citati per deporre sono quattro alcamesi soci di due imprese edili, che stavano realizzando villette ad Alcamo Marina ai quali venne chiesto il pagamento del pizzo da cosa nostra alcamese, a capo della quale secondo gli investigatori c’era Ignazio Melodia, soprannominato “u dutturi” per la sua laurea in medicina. I titolari delle due imprese si sono costituiti parte civile e la scoperta della richiesta di “messa a posto” venne fatta durante le indagini coordinate dalla Procura distrettuale di Palermo e condotta dalla squadra mobile di Trapani e dalla polizia di Alcamo. Ma il processo rischia di subire rallentamenti poiché uno degli imputati, il castellammarese Leonardo Palmeri, tramite l’avvocato Saro Lauria, ha chiesto la ricusazione dei giudici Pietro Grillo e Chiara Badalucco. Ora la decisione spetta alla Corte d’appello di Palermo e il processo di primo grado non potrà andare a sentenza  se prima non arriva il verdetto. La richiesta di ricusazione si poggia sul fatto che il giudice Pietro Grillo, nel maggio del 2015, presiedeva il tribunale che si occupava di misure di prevenzione,  emise il decreto di confisca di un complesso turistico nella zona di Scopello di proprietà del padre Antonino. La struttura confiscata per un ammontare di circa 45 milioni di euro a seguito delle indagini della Guardia di finanza, venne affidata ad un amministratore giudiziario. Secondo le indagini Antonino Palmeri, avrebbe passato la titolarità dei beni ai figli, ma di fatto li avrebbe continuato a gestire lui. Leonardo Palmeri ha chiesto la ricusazione e quindi la formazione di un nuovo collegio giudicante. Imputati a piede libero, che hanno chiesto il rito ordinario  sono  lo stesso Palmeri,  Leonardo Zanca, Roberto Lo Meo e Diego Ruggeri. L’ordinario è stato scelto anche dal castellammarese vito Turriciano, condannato anche in appello a 12 anni di reclusione per l’operazione “Cemento libero”.  A Palermo, invece, il prossimo nove febbraio è in programma la requisitoria del Pm  per i quattro imputati, in carcere, che hanno scelto il rito abbreviato. Si tratta di Ignazio Melodia, ritenuto dagli investigatori il capo mandamento della mafia alcamese, Salvatore Giacalone, Antonino Stella e Filippo Cracchiolo, che gestiva un il negozio di frutta e verdura nella via Ugo Foscolo, dive avvenivano i summit all’interno di un frigorifero, imbottito di microspie e telecamere, che hanno dato impulso alle indagini.