Alcamo. Pedemontana, “quella concessione non andava revocata”

0
1068

“Quella concessione edilizia, rilasciata nel marzo del 2012 dall’allora dirigente del Settore servizi tecnici e gestione del territorio (ingegnere Giovan Battista Impellizzeri) alla ditta Mario Galbo, non andava revocata”. Un’altra venne firmata dall’ex dirigente Gaspare Fundarò. Successivamente entrambe vennero revocate dalla dirigente Anna Parrino. Mercoledì della scorsa settimana, prima ancora dell’arrivo della sentenza di assoluzione dall’accusa di lottizzazione abusiva nei confronti di sei imputati tra ex dirigenti del Comune, estensore del progetto, legali rappresentati di imprese costruttrici e direttore dei lavori, è arrivata la decisione del Comune di Alcamo. Venerando Russo, dirigente del Settore sviluppo economico e territorio, ha firmato il provvedimento che ha rinnovato la stessa concessione, quella di 7 anni fa, con la quale l’imprenditore Mario Galbo, stava realizzando, nella fascia pedemontana, una villa trifamiliare e una unifamiliare. Quando scattò la revoca della concessione edilizia era stata già realizzata, in contrada Montagna, la struttura in cemento e la recinzione. Le quattro villette erano state vendute ad un prezzo che variava dalle 350 mila euro a 400 mila euro. L’imprenditore restituì le caparre che ammontavano a quasi 300 mila euro. Scrive Venerando Russo: “Che risulta erronea l’affermazione del dirigente pro tempore, in ordine all’asserita inesistenza di opere di urbanizzazione primaria nella zona degli interventi edilizi sottoposti all’annullamento. Dalla ricognizione fatta risulta che i lotti di terreno, oggetto delle due concessioni poi annullate, sono serviti da una viabilità pubblica asfaltata e denominata via Corrado Avolio, dotata di servizio idrico comunale e che inoltre tutta la zona risulta elettrificata e servita da rete telefonica”. Secondo lo stesso dirigente, adducendo anche altre motivazioni, le concessioni non andavano ritirate e per tale motivo ha revocato quel vecchio provvedimento relativo all’annullamento della concessione edilizia avvenuta nel 2012. Il processo venne istruito dopo dichiarazioni spontanee rese ai giudici dall’allora dirigente dei Servizi tecnici e gestione del territorio. Assolti perché il fatto non sussiste l’ex ingegnere capo dei Lavori pubblici Giovan Battista Impellizzeri, difeso dall’avvocato Pietro Riggi, il suo vice Gaspare Fundarò: avvocato Rocco Cassarà, Gabriella Longo (avvocato Vincenzo Abate), direttore dei lavori, l’imprenditore Giuseppe Messana (avvocati Carnina e Antoci; e Alessandro Calvaruso, (avvocato Aurelio Cacciapalle) autore del progetto. L’ imprenditore Mario Galbo è stato difeso dall’avvocato Francesco Galati. Il pm aveva chiesto la prescrizione del reato, ma gli imputati l’hanno respinta seguendo la via del processo ordinario perché convinti della loro innocenza, riconosciuta dal giudice. Dal 2003 in poi sono state concesse oltre 130 licenze edilizie. Vennero bloccate a seguito della vicenda Galbo. Questi presento ricorso al Tar che diede ragione al Comune e quindi all’ingegnere Parrino, che le aveva revocate. Oggi pende l’appello al Cga di Mario Galbo. La vicenda delle concessioni edilizie nella fascia pedemontana si è sbloccata, dopo quasi cinque anni, nell’aprile dello scorso anno e già il Comune ha rilasciato una quarantina di nuove autorizzazioni a costruire immobili in questa zona, importante per rilanciare il settore e tutta l’economia che vi gira attorno.