Alcamo-Patrimonio Comune, tanti immobili senza collaudo; partecipate, chiarezza sul passato

Sforbiciata alle partecipate e ricognizione dei beni immobili. Il consiglio comunale di Alcamo ieri sera ha deliberato favorevolmente due atti dovuti, su cui in uno, quello della ricognizione del conto economico e dello stato patrimoniale, oltretutto era appena arrivata la nomina del commissario ad acta per il ritardo nell’approvazione con tanto di diffida. Gli uffici si sono giustificati sostenendo che dietro alla ricognizione dei beni immobili c’è stato un lavoro gravoso dettato dal nuovo sistema introdotto dalle normative in materia. Le sorprese non sono mancate dal momento che la ricognizione dello stato patrimoniale ha fatto emergere che molte opere pubbliche, completate da tempo e in alcuni casi anche da 10 anni, non sono dotate del collaudo e quindi di fatto inutilizzabili.

 

L’ok è arrivato a maggioranza, così come per la revisione straordinaria delle società partecipate dove vi sono quote del Comune. In tal, senso il municipio alcamese è abbastanza virtuoso: di fatto oggi ha solo due partecipazioni, al Gal Golfo di Castellammare e all’Srr Trapani Nord per la raccolta rifiuti, in altri casi invece ci sono due dismissioni in essere per altrettante società in liquidazione.

 

Nonostante la virtuosità dalla maggioranza del Movimento 5 Stelle è stato annunciato che sarà aperta una verifica su una società che oggi è in liquidazione, la Alcamo Energia spa, che dal 2001, anno in cui il Comune ha aderito alla partecipata, non risulterebbe alcuna attività.

 

Dalle forze di opposizione è stato preso atto che effettivamente sul Comune non gravano grandi spese delle partecipate, come in molti altri enti locali siciliani con risultati disastrosi spesso sulle finanze municipali. Nonostante ciò non sono mancate le polemiche nei confronti del governo cittadino e della sua maggioranza accusati di non avere un’idea di sviluppo per la città.

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