Alcamo, Paladangelo ancora chiuso. Lo detiene il Comune da 32 mesi

Sono trascorsi quasi tre dei 20 anni della concessione ottenuta dal Libero Consorzio, l’ex provincia, proprietaria dell’impianto, ma il comune di Alcamo non è ancora riuscito a riaprire e rimettere in funzione il palazzetto di contrada Sant’Anna intitolato a Enzo D’Angelo, il giovane alcamese barbaramente ucciso a Torino, nel maggio del 2003, dopo avere assistito per la prima volta a una partita della Juve, la sua squadra del cuore. Tre anni non sono quindi bastati per ripristinare l’agibilità del Paladangelo dopo i ripetuti raid di giovani e balordi vandali, le infiltrazioni di acqua piovana, le incursioni di colombe e piccioni che hanno riempito di guano ogni cosa. I lavori, finalmente cominciati nell’agosto scorso, non si sono ancora conclusi. Manca ancora il completamento del lotto finale finanziato con il ribasso d’asta. Gli uffici sono alla ricerca di una ditta specializzata nella sanificazione del palazzetto dagli escrementi dei colombi e in grado di intervenire anche sulle travature che sorgono a circa 16 metri di altezza. Poi dovrà essere ancona completata la rivisitazione dell’impianto anti-incedio con il rilascio della successiva certificazione e quindi si procederà al disegno delle linee che delimitano i campi da gioco. Il direttore dei lavori, l’ingegnere Antonio Di Giovanni, prima di completare l’opera dovrà anche attendere l’installazione delle apparecchiature elettroniche che sono state già ordinate ma che ancora non sono arrivate. Insomma, nonostante il grande impego dell’assessore allo sport, Giuseppe Campo, la riapertura del Paladangelo slitta per l’ennesima volta.  L’amministrazione Surdi aveva ipotizzato il ripristino del palazzetto sia per l’inizio della stagione sportiva 2018/2019 che per la successiva. Bene che vada le società potranno utilizzarlo, forse, a settembre, quando si aprirà la stagione 2020/2021.