Alcamo, otto assolti accusati di offese su Facebook

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Erano finiti sotto processo con l’accusa di diffamazione su Facebook. Per tale reato, previsto dall’articolo 595 del codice penale, sono stati processati, stamane a Trapani, col rito abbreviato, otto alcamesi, comparsi davanti al giudice monocratico, dopo che il GIP aveva respinto la richiesta di archiviazione, formulata un anno fa dal pubblico ministero. Ora sono stati tutti assolti perché il fatto non costituisce reato. Gli assolti sono Giacomo Garbo, 46 anni, Girolamo Pitò, 45 anni, Salvino Gnoffo, 29 anni, Maurizio Regina 46 anni, Giuseppe Saverio Amodeo, 60 anni, Rosario Greco, 28 anni, Domenico Giorlando, 42 anni e Fabio Termine, 27 anni. L’indagine partì dopo la denuncia di due ex consiglieri comunali Lorena Di Bona e Giuseppe Stabile, che assieme ad altri 11 avevano votato, nel settembre del 2015, un leggero ritocco delle aliquote Imu e Tasi, su proposta dell’allora commissario comunale Giovanni Arnone. Pesanti giudizi vennero scritti in un post della pagina del Movimento 5 Stelle di Alcamo. Gli otto rinviati a giudizio e ora assolti avevano criticato con frasi pesanti i 13 consiglieri comunali. Per l’Imu l’aliquota passò dal 9,6 per mille al 10,6. Per la Tasi l’aliquota passò dall’1,5 per mille al 2,2. Il post del M5S venne pubblicato il 18 marzo del 2016. Nel manifesto a sinistra il logo del M5S e accanto la frase “Aumento tasse ad Alcamo”. Sotto la scritta “Ecco chi ha votato a favore”. Un lieve rialzo che provocò polemiche ma che consentì di approvare il bilancio e quindi di non paralizzare il Comune. I tredici consiglieri vennero pubblicamente ringraziati dal commissario comunale Giovanni Arnone. Ma contro i tredici si scatenarono su Facebook durissimi commenti.: ….”pezzi di m….”, “teste di c…””bastardi” e così via. Lorena Di Bona e Giuseppe Stabile, difesi dall’avvocato Sergio Cangelosi, non restarono con le mani in mano e presentarono una raffica di querele per diffamazione. Ora sono stati tutti e otto assolti. Insomma offendere su Facebook, secondo la sentenza di ieri, non costituisce reato. Il giudice aveva scritto, nel rinvio a giudizio, per gli otto ora assolti: “che offendevano la reputazione di Lorena Di Bona e Giuseppe Stabile postando vari commenti”. Escluso nel processo l’ex consigliere Antonio Fundarò, difeso dall’avvocato Pietro Riggi, che figurava tra gli offesi. Il collegio difensivo degli otto imputati era composto dagli avvocati: Massimo Gagliardo, Santino Butera, Tiziana Pugliesi, Giusy Barone, Valerio Duca e Giovanna Sagona.