Alcamo: ospedale, in vista altri tagli?

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ALCAMO – L’ospedale di Alcamo, o per lo meno quello che ne resta dopo i tantissimi tagli e ridimensionamenti, resta in piedi: diventerà un unico polo sanitario riunito con i presidi del Sant’Antonio Abate di Trapani e il “Nagar” di Pantelleria. Questa la novità più importante del nuovo piano di riordino della rete ospedaliera trapanese approdato ieri in Commissione Salute all’Ars e in giunta regionale per il “via libera” del governo. Un piano già presentato a dicembre scorso tra le polemiche che portarono al ritiro di quel testo. Da lì l’assessorato ha operato un’azione di verifica sui territori. Ha ascoltato addetti ai lavori e parti sociali. Quindi ha stilato il nuovo piano. Si ha la sensazione che il nosocomio alcamese vada incontro ad altri tagli anche se ancora non si hanno i dettagli di questo piano. Infatti complessivamente è prevista l’attivazione in tutta la Sicilia di mille e 889 posti letto in più rispetto a quelli effettivamente attivi al primo gennaio 2013. Un “aumento” concreto ma un taglio “virtuale”. I posti letto infatti rispecchio alla vecchia programmazione, diminuiscono: “Ma quella programmazione – si giustifica l’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino – non tiene conto dell’attivazione delle terapie intensive, ad esempio. Quei dati, insomma, non sono comparabili”. Forse sarà anche così ma se si considera che Alcamo non ha una terapia intensifica si capisce, per deduzione, che si va verso un taglio in questo nosocomio. Si prevedono quindi imminentemente ancora altri depennamenti all’ospedale “San Vito e Santo Spirito”, dopo quelli già consistenti degli ultimi anni. Ora quale sarà la decisione del sindaco Sebastiano Bonventre sarà tutta da verificare. Un mese fa il primo cittadino, infatti, non ha risparmiato aspre critiche nei confronti della Regione e del piano di ridimensionamento che ancora una volta andava nella direzione di penalizzare il presidio alcamese. Oramai pare essere rimasto in piedi soltanto il pronto soccorso che però ha difficoltà operative senza medici specialistici di supporto. Situazione che ha indignato proprio Bonventre che ha annunciato che avrebbe valutato anche azioni giudiziarie contro gli organi competenti per questo continuo ridimensionamento del presidio che non può nemmeno più contare, di fatto, sull’attivazione d’urgenza dell’oramai quasi soppresso reparto di Ostetricia e Ginecologia. In pratica, secondo quanto relazionato dal sindaco, ci sarebbero tutt’oggi oggettive difficoltà persino sui parti d’urgenza perché l’ospedale alcamese da qualche tempo viene persino utilizzato come una sorta di bancomat dagli ospedali della provincia, dove all’occorrenza vengono presi in prestito medici per effettuare eventuali sostituzioni. C’è oltre ad una carenza di ginecologici anche di cardiologi. Tutto ciò accade nonostante Alcamo faccia registrare ogni anno qualcosa come 17 mila accessi, come sottolineato nel corso di un’audizione con l’assessorato regionale alla Salute. C’è stato anche il concreto rischio che l’ospedale fosse trasformato in Pte, punto territoriale di emergenza, con semplici compiti di trasporto dell’ammalato in atre strutture ospedaliere.

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