Alcamo-Operazione antimafia, si tentò di inquinare le amministrative 2012 e 2016 (VIDEO)

La mafia ha provato ad inquinare le elezioni amministrative del 2012 e del 2016. Cinque anni fa avvicinò l’appena eletto sindaco Sebastiano Bonventre: compito che spettò a Salvatore Giacalone il quale andò dall’allora primo cittadino per fare delle pressioni tutt’altro che velate. Giacalone faceva intendere al Sindaco Bonventre che la sua posizione lo esponeva a dei rischi e che “loro” erano pronti a intervenire “a sua difesa”. L’ex primo cittadino andò a denunciare subito si è reso prezioso per avvalorare il quadro investigativo che oggi è emerso. Dalle indagini della Dia è risultato, poi, che anche Giuseppe Di Giovanni, in occasione delle elezioni amministrative del giugno 2016, tentò di procacciare voti con minacce anche a mano armata a favore della compagna Alida Maria Lauria, candidata per la lista civica “Insieme si può”, connessa al candidato sindaco Baldassarre Lauria. La donna non fu eletta, ma ottenne 140 voti. Nel tentativo di inquinamento del voto Di Giovanni coinvolse anche Melodia, accompagnandolo presso la sede elettorale della Lauria e riferendogli il nome di chi si opponeva alla candidatura della compagna. Il tutto comunque, secondo quanto riferiscono gli inquirenti, all’insaputa dell’aspirante primo cittadino.

Di Giovanni ha sistematicamente coadiuvato il capomafia Melodia facendogli da autista e partecipando a incontri riservati con altri mafiosi. Per lui anche l’accusa di aver detenuto illegalmente un fucile. Poi, insieme al capo mandamento ed a Turriciano ha messo in atto diverse estorsioni ai danni di alcuni imprenditori edili di Alcamo, per averli costretti a “mettersi a posto” pagando somme di denaro alla famiglia mafiosa. Gli investigatori però hanno avuto modo di riscontrare che le vittime hanno collaborato: hanno confermato le ricostruzioni degli inquirenti delle varie estorsioni e rafforzato il quadro probatorio.

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