Alcamo-Nuova rete ospedaliera, ecco cosa cambia al San Vito e Santo Spirito

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La riduzione dei reparti che aveva scatenato la protesta, lo scorso mese di settembre, in quasi tutti gli ospedali siciliani è stata evitata con la nuova rete messa a punto dall’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi. Il Piano è la rivisitazione di quello che alla fine dell’estate aveva provocato una guerra anche all’interno della maggioranza. Il nuovo Piano da la classificazione degli ospedali in base alla loro importanza sul territorio: ovviamente a un grado maggiore di importanza corrisponde un maggior numero di reparti. E la novità è che quasi tutti gli ospedali vengono classificati importanti e possono quindi almeno mantenere tutti i reparti attuali. Salvati i cosiddetti ospedali di base come quello di  Alcamo dove è prevista l’apertura dell’Unità complessa di ortopedia. In pratica viene riaperto un reparto sorprendentemente soppresso alcuni anni fa nonostante l’ortopedia di Alcamo fosse uno dei reparti più produttivi sotto forma di incassi che sfioravano annualmente un milione di euro. Il reparto era diretto da Ettore Signorello è venne chiuso per motivi politici. Ovvero per non penalizzare quello di Salemi. Con il nuovo piano la cardiologia ad Alcamo diventa autonoma rispetto a Trapani. Continueranno a funzionare al San Vito e Santo Spirito la chirurgia, la medicina con la lungodegenza, il laboratorio di analisi, la radiologia, mentre il nuovo piano ospedaliero prevede anche il potenziamento dei Pronto soccorso, tra cui quello di Alcamo, più gli altri servizi già funzionanti. Ma il problema per una serena operatività rimane  quello del personale, oggi molto carente e con una pianta organica, e non solo ad Alcamo, da coprire nei vari vuoti. Uno dei punti fondamentali del nuovo Piano, come dicevamo, riguarda i Pronto soccorso: tutti gli ospedali ne avranno uno o al massimo avranno un punto di emergenza vicario rispetto al Pronto soccorso. Insomma, o l’uno o l’altro, le funzioni restano però le stesse e anche il personale. I sindacati, col Piano sanitario presentato ieri,  scorgono il pericolo scampato, rispetto ai tagli, e  affermano che: “Questa riforma garantirà ai cittadini servizi e professionalità. Resteranno in atto tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, solo qualcuna cambierà nome. Il livello delle prestazioni resterà alto se non migliorabile». Ma un punto importante spesso lamentato dagli stessi sindacati e operatori è quello della carenza di personale pertanto il nodo restano i concorsi da sbloccare. Il via libera del Ministero resta infatti condizionato all’approvazione di questo Piano e al varo del successivo taglio dei posti letti in ogni reparto. Perplessità sul fronte delle immissioni del personale che potranno avvenire solo dal 2018 e i sindacati chiedono “maggiore celerità”. Tutte le graduatorie sono state prorogate fino al 31 dicembre 2017 e solo nel 2018 si potranno effettuare le immissioni a tempo indeterminato.  “La provincia di Trapani.- secondo Fabrizio De Nicola – manager dell’Asp – non solo non chiude alcuna struttura ospedaliera, ma  insieme a Trapani anche l’ospedale di Marsala diviene DEA di primo livello e vengono confermati i presidi di base degli ospedali di Alcamo, Castelvetrano e Mazara del Vallo. Incrementiamo il numero dei posti letto ospedalieri, recuperando un deficit che nel passato aveva visto questo territorio penalizzato rispetto alla media regionale”. Lo ha detto il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, Fabrizio De Nicola, al termine dell’incontro in assessorato con l’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi e le organizzazioni sindacali per la presentazione della nuove rete dell’emergenza urgenza siciliana. “La “promozione” del “Paolo Borsellino” di Marsala, nella nuova struttura di contrada Cardilla, permette così – dice De Nicola – di dare adeguate risposte di salute a quell’ampio bacino territoriale. Gli ospedali di base avranno tutti obbligatoriamente le discipline dell’emergenza urgenza, della medicina, della chirurgia e dell’ortopedia traumatica, oltre a quelle che sono state già previste nella nostra pianta organica, mentre quello di Salemi viene riunito al Sant’Antonio Abate, e diventa centro di eccellenza per la neuroriabilitazione, avviando quella rete della riabilitazione voluta dal Ministero”.