Alcamo: no alla commissione sui precari, sì cittadinanza vittime casermetta (VIDEO)

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No ad una commissione speciale per affrontare lo scottante tema del precariato, sì invece alla cittadinanza onoraria ai due carabinieri morti nella strage della casermetta di Alcamo marina nel 1976. In questo modo si è espresso ieri sera il consiglio comunale rispetto ai due atti all’ordine del giorno che erano stati calendarizzati, entrambi proposti dai due gruppi consiliari Alcamo cambierà ed Abc.

Sulla commissione speciale d’indagine l’opposizione ha trovato il muro eretto dalla maggioranza dl Movimento 5 Stelle. L’organismo lo si voleva costituire per l’imminente stabilizzazione a cui andranno incontri i precari del municipio alcamese sulla base della legge Madia. In particolare si voleva proporre una commissione che fosse in grado di passare ai raggi X il fenomeno del precariato, dall’effettiva pianta organica, alle varie categorie i profili professionali, passando per le competenze acquisite, i titoli di studio e soprattutto nell’ottica di capire se e quanti sono i contenziosi pendenti sulla testa del municipio sorti riguardo alla gestione di questo bacino composto all’incirca da 400 unità.

Il movimento 5 Stelle, ed in particolare la presidente della I commissione consiliare Piera Calamia, si è appellata al fatto che lo statuto comunale impedisce di fatto di costituire un organismo qualora tali competenze rientrino tra quelle delle commissioni ordinarie. Ed in tal senso è stato fatto presente che proprio la competenze al personale rientra tra quelle della I commissione, cosa che ha innescato un batti e ribatti tra maggioranza e opposizione.

Alla fine niente da fare: i 13 consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno detto “no” alla commissione contro i 10 della minoranza. Clima idilliaco invece sulla mozione, approvata in questo caso all’unanimità, che impegna l’amministrazione comunale a conferire la cittadinanza onoraria alla memoria ai due carabinieri Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo, uccisi nella strage della casermetta di Alcamo Marina del 27 gennaio del 1976.

In più si impegna il governo cittadino a istituire nella biblioteca comunale una apposita sezione che raccolga, a futura memoria e a disposizione di storici, giornalisti e studiosi, ogni tipo di materiale disponibile o che possa essere recuperato come, ad esempio gli atti processuali dei processi che fin qui si sono celebrati, articoli di giornali, libri, film, servizi televisivi, e a supportare ogni iniziativa che, sul piano culturale porti all’approfondimento della vicenda e alla diffusione della memoria presso le giovani generazioni.

Per questa strage ancora oggi non si conoscono i colpevoli. I tre alcamesi che inizialmente furono accusati e condannati, a distanza di 20 anni in seguito ad una revisione del processo, sono stati del tutto scagionati con accertamento di errore giudiziario. Il governo cittadino ha già espresso massima condivisione a queste iniziative.

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