Alcamo, museo del vino cattedrale nel deserto

Doveva essere una struttura all’avanguardia, punto di riferimento addirittura per il turismo europeo. Sulla carta un’opera pubblica faraonica unica nel suo genere in Sicilia e anche in Italia. Ad essere spesa un’infinità di fondi nell’arco di un decennio ma a distanza di tanto tempo ancora nulla si è concretizzato. Siamo ad Alcamo, città che avrebbe dovuto ospitare l’oramai famoso, ma solo sulla carta, museo del vino e l’enoteca regionale. Il movimento Abc ha portato alla ribalta una realtà davvero deprimente: gli esponenti del gruppo che conta tre rappresentanti in consiglio comunale sono riusciti a penetrare all’interno dei locali del museo e dell’enoteca, che si trovano a sua volta all’interno del Castello dei conti di Modica, filmando ciò che c’è all’interno. Al primo piano si trovano diverse decine di teche illuminate ed ancora nuove di zecca ma di fatto vuote, un grandissimo monitor, un ascensore e due salette con 8 postazioni computerizzate. Ovviamente tutto rigorosamente abbandonato. Al piano terra, che è sede dell’enoteca regionale, tutte le pareti, o quasi, sono adornate da strutture metalliche anche queste tutte vuote. Si scorgono poi ripiani in materiale pregiatissimo e costosissimo, frigoriferi e cucine industriali anche con impianto di illuminazione d’avanguardia. L’Enoteca occupa sei sale e una torre di tre livelli. Nelle sale, guidati da un nastro rosso di lamiera, si sarebbe dovuto sviluppare il wine bar e gli spazi per le attività di promozione dei prodotti enogastronomici locali, tra pareti rivestite da bottiglie ed espositori. Nella torre, sui tre livelli, doveva esserci invece la cantina di riserva del vino della Regione Sicilia, con campionature di tutte le bottiglie prodotte, spazi per degustazione ed eventuale battitura delle aste del vino. Non solo museo, ma questa struttura era stata progettata anche come luogo di incontro: è stata infatti finanziata anche perché avrebbe dovuto ospitare conferenze, spettacoli, proiezioni, mostre temporanee.

Abbiamo cercato di contattare per una replica l’assessore al Turismo, Stefano Papa, ma telefonicamente è stato irragiungibile

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