Alcamo-Multe per terreni a rischio incendi: in 52 non hanno pagato

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Se pensavano di averla fatta franca si dovranno ricredere. Sono i proprietari dei terreni alla periferia di Alcamo oggetto negli anni scorsi di salatissime multe perchè non avevano provveduto ad ottemperare all’ordinanza sindacale di pulizia dei terreni di proprietà e quindi a rischio incendi perchè stracolmi di erbacce. Proprio in questi giorni la polizia municipale ha fatto una ricognizione di chi non ha pagato le multe elevate nel 2013 e nel 2014 ed è venuto fuori che la quasi totalità dei proprietari terrieri multati non ha pagato il becco di un quattrino. Il sindaco Domenico Surdi, con propria ordinanza, ha fatto una nuova ingiunzione al pagamento dei verbali che per varie spese di notifica e more è anche leggermente lievitato: non più 450 euro ma 468 euro. Per l’esattezza sono ben 52 tra il 2013 e il 2014 le multe non pagate, quindi per un mancato introito di 23 mila e 400 euro. Ma in questo caso non sono assolutamente gli incassi a premere al Comune quanto la necessità che queste sanzioni possano finalmente indurre i proprietari di terreni incolti e abbandonati a effettuare una pulizia e bonifica del proprio appezzamento per evitare il rischio di incendi specie nel periodo estivo. Le multe non pagate riguardano i titolari di terreno che insistono tra la statale 119, le contrade Tre Noci, Alcamo lato est, Montagna, Calatubo, San Nicola, Sant’Anna, Catanese, Costa e Furchi, e le vie Kennedy, Evola, Tomasi di Lampedusa, Schifani, Milicia, Tornamira, San Leonardo e Monsignor Tommaso Papa. I controlli stringenti sulla mancata pulizia dei terreni privati è partito diversi anni fa ad Alcamo per contrastare il fenomeno dell’emergenza incendi. Sotto questo aspetto la polizia municipale ha effettuato un lavoro certosino in questi anni setacciando praticamente le periferie più a rischio. Per i vigili urbani un lavoro per nulla facile da portare a termine: infatti sono state effettuate delle verifiche di particelle catastali per risalire al proprietario dell’appezzamento di terreno, situazione per nulla facile anche perché si devono affrontare ostacoli di natura burocratica. Queste verifiche sono state frutto dell’impegno del Comune sul fronte del contrasto all’emergenza incendi che in questi ultimi anni ha visto dispiegare mezzi e uomini non solo della protezione civile ma anche di altre istituzioni e soprattutto dell’associazionismo e del volontariato. In particolare è stato organizzato un importante monitoraggio dell’area pedemontana del Monte Bonifato a rischio incendio per il periodo estivo. In passato proprio l’area pedemontana è stata interessata da incendi che hanno depauperato parte del patrimonio boschivo, della macchia mediterranea, con pregiudizio all’equilibrio selvo-faunistico e ambientale. L’evento più disastroso avvenne nel settembre del 2012 quando andarono distrutti diversi ettari di macchia mediterranea e quasi tutto il promontorio fu ridotto in cenere.