Alcamo molto sporca. Rifiuti, erbacce e topo morto a pochi passi dalle scuole

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E’ bastata una sola giornata di chiusura degli impianti della ditta D’Angelo e la città di Alcamo, già abbastanza sporca, soprattutto nelle periferie, è divenuta in alcuni angoli una sorta di pattumiera a cielo aperto. La piattaforma di contrada Citrolo riceve e lavora i rifiuti indifferenziati, proprio quelli che rappresentano la grande parte dell’immondizia raccolta ad Alcamo in quanto un’ordinanza del sindaco Domenico Surdi, di circa 5 mesi fa, dispone  il ritiro unico di RSU ed organico. Questa mattina l’accesso dei mezzi all’impianto è stato notevolmente rallentato perché l’afflusso, ovviamente, si è quasi triplicato.

Con la chiusura della piattaforma della D’Angelo seppure per sole 24 ore, sul territorio alcamese, anche in pieno centro, cominciano a spuntare cumuli di sacchetti. E’ il caso anche della via Pia Opera Pastore, a pochi passi dal corso 6 aprile e sede di scuole frequentate da bambini dai 3 ai 10 anni. All’angolo con la via Torquato Tasso sacchetti maleodoranti ed anche la becera idea di un buontempone che ha preso di mira un topo morto. Inoltre, sui marciapiedi, erbacce alte quasi un metro come se fossimo in piena campagna.

Nelle periferie la sporcizia e la spazzatura regna sovrana sia per un servizio che non funziona che per lo scarso senso civico di alcuni alcamesi. In via Giudici, sotto al ponte della 113, a due passi dal depuratore comunale. Carcasse di televisori, un parabrezza di auto e altro stanno lì da almeno due settimane. Giorno dopo giorno vengono gettati altri sacchi di immondizia sempre più maleodorante. Da questa piccola strada  transitano i mezzi più piccoli di Energeticambiente così come i lavoratori della ditta che gestisce il depuratore. Possibile che nessuno segnali o intervenga?

Sotto quel ponte, l’abbandono di rifiuti è praticamente costante, quasi quotidiano. Circa un anno fa il comune di Alcamo vi installò la telecamera mobile, quella cosiddetta e-killer, e fioccarono multe e denunce. Poi non se ne fece più nulla e qui come su altre strade esterne, vedi ad esempio quella di Palmeri che sale da Alcamo Marina, lo scempio resta a cielo aperto e incontrastato. Una situazione, quella del malfunzionamento del servizio di raccolta dei rifiuti, che probabilmente ad Alcamo non si vedeva dai primi anni ’90. Piattaforme e discariche chiuse o funzionanti a singhiozzo hanno contribuito ad alimentare il problema, ma nonostante questo la percentuale di differenziata si è impennata, spesso raddoppiata, un po’ dappertutto nel trapanese, tranne che ad Alcamo dove dal 60% di fine 2018 siamo sprofondati al 26% dello scorso mese di agosto.