Alcamo, migliorano le condizioni al CCR

Migliorano le condizioni al CCR di Alcamo, il centro comunale di raccolta rifiuti che negli ultimi tempi è stato stracolmo, quasi al collasso, a causa del mancato rinnovo delle convinzioni, da parte del Comune, con le piattaforme specializzate nello smaltimento. Da alcuni giorni sono state rinnovate quelle per la plastica dura e per gli ingombranti. A breve il CCR potrà anche ricevere il legno, infatti la direzione 2 ha predisposto la determina a contrarre l’affidamento diretto del conferimento del legno, dopo la valutazione di tre offerte, alla ditta L.C.R che ha sede in contrada Sant’Anna, nella zona industriale di Partinico. L’accordo prevede quindi una spesa di 38.000 per un anno per 400 tonnellate di legno non pericoloso. In pratica 95 euro a tonnellata. La convenzione comunque non è stata ancora firmata e al CCR sono fermi 8 grandi cassoni contenenti legno da smaltire. Sempre ieri, sull’albo pretorio del comune, la stessa direzione comunale, guidata da Dorotea Martino, che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulizia della città, è stato pubblicato lo svincolo di alcune somme destinate all’appalto settennale. Dopo le numerose pressioni del’Urega per correggere il bando e lo slittamento al 19 febbraio dei termini per la presentazione delle offerte, e a causa dei facilmente ipotizzabili tempi lunghi per assegnare il servizio per sette anni, l’amministrazione comunale ha liberato circa un milione 431mila euro per potere continuare la raccolta dei rifiuti e altri 197.000 per la manutenzione del verde pubblico. Sempre in attesa del nuovo appalto da 43 milioni di euro, nulla invece si muove per ritirare la famosa ordinanza del sindaco Surdi, sottoscritta nell’aprile scorso per motivi di urgenza contingenti, che dispone la raccolta unica di rsu ed organico. Il risultato è che ogni giorno i mezzi del comune di Alcamo che si recano in discarica subiscono 500 euro di verbale per rifiuto difforme e che la percentuale di differenziata, colando a picco, è scesa al disotto del 30 per cento. Percentuale molto bassa anche a Castellammare del Golfo ma qui la giunta Rizzo ha raggiunto l’intesa con Asja Ambiente per trasferire l’organico in una piattaforma specializzata dell’alto Lazio.