Alcamo Marina-Tutela del litorale, sopralluogo di FareAmbiente

Un sopralluogo per verificare lo stato di salute della spiaggia di Alcamo Marina, con particolare riferimento alle dune, che stanno lentamente scomparendo e alla pulizia dell’arenile. Il sopralluogo da contrada Canalotto a Magazzinazzi è stato effettuato stamane dal direttivo della sezione alcamese di FareAmbiente, presieduta da Anna Lisa Guggino.  Dal sopralluogo sarà tratta una relazione che sarà inviata all’amministrazione comunale e al Demanio marittimo. Il quadro emerso non è certo confortante. Le dune stanno lentamente scomparendo e addirittura in alcuni tratti compresi tra la Battigia e Magazzinazzi sopra a queste collinette sono passate le ruspe. Un tempo il litorale vantava le dune, che pagano per lo scempio perpetrato dall’abusivismo edilizio di quella che poteva essere una perla incastonata in uno dei più bei angoli del Golfo di Castellammare e che invece rappresenta un monumento all’aggressione selvaggia della Natura. Ispezione lungo la spiaggia, che necessita di interventi, ma già stamane era in funzione il pulispiaggia del Comune, mentre è al via il progetto “Volo”. Che coinvolgerà una trentina di persone nella cura di Alcamo Marina. Sulla spiaggia i cosiddetti “bivacchi del pescatore”, ovvero persone che trascorrono la notte con lenze in mano, ma che dovrebbero avere la massima attenzione a non lasciare pericolosi ami sull’arenile e bottiglie vuote di birra. Se si svuole una spiaggia pulitaè necessaria la collaborazione di tutti “e in questa direzione dice Anna Lisa Guggino – che intende anche lavorare FareAmbiente”. Centinaia i sacchetti contenenti i rifiuti sulla strada e sui muretti che costeggiano la linea ferrata. Ma già dalla mattinata di oggi è iniziata la rimozione anche se i villeggianti chiedono maggiore attenzione da parte del Comune nel servizio della rimozione dei rifiuti, ritenuto carente. Di tutte queste situazioni si farò carico FareAmbiente nella relazione dove suggerirà soluzioni e chiederà maggiori controlli al Comune e al Demanio Marittimo per cercare di salvare quanto ancora è rimasto in vita dopo il passaggio delle tsunami dell’abusivismo selvaggio.