Alcamo Marina. Si allarga la frana sulla Collina del disonore

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Si allarga verso ovest il fronte della frana sulla collina di Alcamo Marina, dove nove anni fa si verificò un grande smottamento, provocato dall’abusivismo edilizio che caratterizza una località, definita a rischio geologico. Le abbondanti piogge di sabato scorso hanno fatto crollare un pezzo di veranda da una villa realizzata in cima alla “Collina del disonore”, abitata d’estate. Il materiale è finito in prossimità di alcuni villini a valle, che erano stati dichiarati inagibili dopo il nubifragio del gennaio 2017, che causò un’ulteriore frana. Dopo alcuni interventi vennero revocate le ordinanze di inagibilità, ma non si esclude che possano essere riproposte per quattro o cinque case di villeggiatura. La decisione sarà adottata dopo lo studio delle relazioni, seguite al sopralluogo effettuato per tutta la giornata di lunedì dai vigili del fuoco, polizia municipale e protezione civile del Comune. L’allarme era scattato domenica sera e a darlo è stato il proprietario di uno dei villini, costruito con tanto di concessione edilizia,  a valle della collina, che da nove anni non può utilizzare la casa di villeggiatura. Stessa situazione per altri due proprietari, che tramite l’avvocato Maurizio Lo Presti, due mesi fa avevano chiesto la revoca dell’ordinanza, che difficilmente potrà essere concessa alla luce della nuova frana. Gli spiazzali attorno ai tre villini, a valle della collina, sono stati coperti  da acqua e fango, ed i proprietari da due giorni lavorano per rimuovere il materiale. Uno di questi ha presentato l’ennesima denuncia ai vigili del fuoco per accertare responsabilità e da tempo si sono rivolti alla magistratura per stabilire chi deve intervenire per consolidare e mettere in sicurezza il costone della collina che si affaccia sul lungomare Tonnara, di una località il cui territorio è stato stuprato da migliaia di colate di cemento abusivo per circa un trentennio: dall’inizio degli anni ’60 sino alla fine degli anni ’90. Poi leggi più restrittive hanno quasi bloccato la realizzazione di costruzioni abusive, ma già il territorio di Alcamo Marina era già irrimediabilmente compromesso. “La collina del disonore” è stata oggetto di processi penali: uno dei proprietari di un’abitazione in cima con tanto di piscina venne assolto dall’accusa di inondazione e disastro colposo, mentre una coppia di coniugi, condannata in primo grado a due anni, fu scagionata in appello grazie alla prescrizione.  Intanto prosegue la battaglia legale avviata dai proprietari dei villini a valle della collina. Villini costruiti con tanto di concessione edilizia, ma che da quel 31 gennaio del 2009 non possono utilizzare. Sopralluoghi. Carteggi. Perizie. Udienze. In somma c’è tanto di quel materiale da poter riempire un volume di un’enciclopedia ma i carteggi sono destinati ad aumentare ed a intasare carpette. Così come le spese per le vittime incolpevoli dei danni causati dalla frana che già hanno speso oltre 30 mila euro a testa e attendono la sentenza civile di un processo infinito per il risarcimento dei danni. Intanto è scattato un nuovo allarme la sera di domenica scorsa ed ancora è difficile potere stabilire se e quando e chi si dovrà accollare le spese del consolidamento e messa in sicurezza. Nel Piano regolatore, adottato una venrtina di anni fa era previsto il risanamento di Alcamo Marina, mai avvenuto. Quando piove le stradelle perpendicolari alla statale, si trasformano in fiumi in piena e fa crescere la preoccupazione per decine di abitazioni estive realizzate in prossimità del letto del torrente Canalotto possano allagarsi, per come è avvenuto col nubifragio del 12 agosto del 1998 e della notte del 31 gennaio del 2009. In tale località balneare, invasa durante l’estate da oltre 15 mila persone, si è costruito ovunque e  accanto ai torrenti Placati e Canalotto, mentre non esiste più traccia del torrente Alcamo Marina, che scorreva in prossimità dell’ex casello dove si fermavano i treni. Una quindicina di anni fa vennero indagate una ventina di persone per la scomparsa del torrente Alcamo Marina, ma furono tutte prosciolte in istruttoria. Intanto prosegue a colpi di denunce, portate avanti dall’avvocato Maurizio Lo Presti,  la richiesta alla magistratura di fare chiarezza sulla lunga e irrisolta vicenda della “Collina del disonore”, per la quale, come atto dovuto, sono indagati due ex sindaci, l’ex commissario comunale e il primo cittadino in carica.  La mancanza di interventi che risolvano alla radice il problema non fa altro che aggravare la situazione sulla collina, dove sono state realizzate case di villeggiatura.