Alcamo: maggioranza a pezzi, possibili nuovi strappi

Giorni cruciali per la politica alcamese in questa fine estate. Ma soprattutto giorni in cui il sindaco Sebastiano Bonventre sarà chiamato a un vero e proprio tour de force di incontri politici, più o meno ufficiali, per risolvere quella che si presenta come l’ennesima crisi nonostante il suo governo sia in piedi da poco più di due anni. Il prossimo 28 agosto, giorno in cui è convocata una seduta del consiglio comunale, il gruppo di maggioranza relativa che sino ad oggi ha sostenuto il sindaco potrebbe decidere di abbandonare la “barca”: il Psi-Ucd, composto da 5 esponenti dietro gli scranni, ha avanzato una serie di dik tat all’amministrazione e dichiara oramai scaduto il tempo. I malumori sono filtrati insistentemente, specie da parte del consigliere Antonio Nicolosi, anche se sino ad oggi sono stati tenuti abbastanza sotto controllo. Recentemente il gruppo ha avuto una frequenza di incontri con il deputato regionale di riferimento del Psi, l’onorevole Nino Oddo, il quale avrebbe dato l’assenso ad un’eventuale rottura. Si vocifera insistentemente che già nella seduta di giovedì potrebbe essere sancito ufficialmente il divorzio: Bonventre ha quindi le ultime 24 ore per ricucire lo strappo e dare seguito alla piattaforma programmatica presentata dal gruppo in tema di implementazione di servizi ed investimenti. Ai 5 consiglieri del Psi-Ucd si aggiungono i tre di area Democratica, oramai da più di 6 mesi senza alcun rappresentante in giunta per loro stessa scelta, avendo fatto dimettere l’allora vicesindaco Gino Paglino. Da tempo anche questo movimento civico chiede l’apertura di un confronto con l’intera maggioranza ma ancora nulla di fatto. Anche qui i malumori sono stati più volte esternati, a volte in maniera cruda altre in forma più soft. Per non parlare del Partito Democratico, dilaniato dalle polemiche interne e che se prima poteva contare su ben 7 consiglieri che sostenevano il sindaco oggi invece sono rimasti soltanto in quattro. L’impressione che si è avuta sino ad oggi è che la maggioranza abbozzata da questa amministrazione somigli più ad un’armata brancaleone, rivista e modellata consistentemente in questi due anni ma che mette insieme personalità e pensieri politici disomogenei sul piano proprio prettamente programmatico. Nel proseguo del cammino politico tantissime sono state le defezioni che si sono registrate. Il sindaco ha sempre sostenuto di volere andare avanti nel rispetto del mandato datogli dalla città. Ma sulla sua testa pende ancora l’incertezza legata al riconteggio dei voti contestati dal movimento Abc alle amministrative del 2012 che lo hanno visto vincere per appena 39 voti di scarto. Una distanza minima che potrebbe anche essere ribaltata. In realtà la popolarità di questo governo cittadino è in caduta libera sin da quando sono emersi i presunti scandali inerenti al voto di scambio che hanno coinvolto autorevoli esponenti politici che hanno sostenuto l’elezione di Bonventre. Da allora è stata una continua caduta libera. Il resto lo hanno fatto le attuali situazioni contingenti, con le casse comunali che non permettono più di creare consensi attraverso prebende a destra e sinistra. Un mix di situazioni che rischia di far crollare il regno Bonventre.

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